PVP – Carpenter Brut: Le Perv.

md-romero
Tempo di lettura: 3' min
28 giugno 2017
POLPETTA VIDEO PASSION

È dato di fatto che la retrowave prenda a piene mani dai media cinematografici. Un genere musicale, pregno di influenze e suggestioni come la Retrowave non è sempre di facile apprezzamento senza un esaustivo background di cinema di serie B. Carpenter Brut, enigmatico music producer francese del cui background sappiamo poco o nulla, è uno di quegli autori del panorama retrowave che non è oggettivamente apprezzabile appieno senza aver subito le sue medesime influenze.

La poetica di Carpenter Brut non parte, come potrebbe suggerire il nome dall’eleganza di John Carpenter nella regia e nella composizione. Parte, invece, dalla musica metal, dalle composizioni di Keith Emerson, Fabio Frizzi e i Goblin dalle ridondanze di Dario Argento, le suggestioni splatter degli squalificati Mattei e D’Amato e senza alcun dubbio parte dal grand guignol messo in scena dal maestro Lucio Fulci.

Il singolo Le Perv, facente parte di quell’impegnativo (soprattutto per l’ascoltatore) lavoro che è Trilogy (una raccolta dei primi tre EP di Carpenter Brut) è una rapsodia epica, infernale, violenta e brutale. Un pezzo ricco di sonorità caotiche che insieme creano suggestioni vicine all’inferno dipinto da Hyeuronimous Bosch dove il goticismo non è altro che una parte del tutto.

Agli occhi di un profano il video può sembrare un ottimo omaggio al cinema Giallo italiano, con i suoi piani macelleria, la sua sessualità esasperata, i suoi zoom out frenetici, i rallenti e quant’altro. La trama è abbastanza chiara. Un maniaco omicida aggredisce e uccide giovani ragazze di una scuola di danza moderna uccidendole con uno spillone nel cuore. Il regista dimostra maestria e cura nei dettagli per ricostruire alla perfezione uno stile che sembra in tutto per tutto quello del regista Lucio Fulci.

Infatti, il regista è proprio Lucio Fulci in persona.

Il Fake Trailer di Le Perv, altri non è che un collage di scene da Murderock – Uccide a passo di danza diretto da Lucio Fulci nel 1984 e facente parte di una trilogia mai realizzata sulla musica (Murderock, Killer Samba e Thrilling Blues). La trama è la stessa. In una scuola di danza, in cui la competizione è altissima, alcune giovani e avvenenti studentesse, seguite da un’insegnante d’eccezione (la sempre bravissima Olga Karlatos, che nonostante l’esaurimento nervoso in Zombi 2 non ha smesso la collaborazione con Fulci) vengono assassinate da un Killer che ne penetra il cuore con un grosso spillone.

Non approfondiamo con i dettagli sulla trama (per chi non l’avesse capito, questo è un invito a gustarsi questo filmone di Fulci) e invece concentriamoci su come, la sincronizzazione azzeccata delle scene di danza e degli omicidi dirette da Fulci, originariamente musicate dal compianto Keith Emerson, si adattino benissimo al pezzo di Carpenter Brut. La ragione di fondo, al di là di tecnicismi sta nella vicinanza ideologica e stilistica dei prodotti di Fulci e Carpenter Brut che, nonostante i trent’anni di distanza l’uno dall’altro condividono molti punti in comune. Il video non è un semplice lavoro fan made a base di campionamenti ma un vero e proprio omaggio a Fulci con la sua personalità e la sua anima.

Il brano in questione è stato anche inserito nella colonna sonora di Hotline Miami 2: Wrong Number come sottofondo alla fuga di Richter dal carcere durante una rivolta, uno dei livelli più impegnativi e complessi del capolavoro retrò, visionario e iperviolento della Dennaton Games il cui successo fu determinato anche da uno score comprendente artisti del calibro di Jasper Byrne, M.O.O.N., Perturbator e molti altri.

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