PVP – BONOBO: No Reason (Feat. Nick Murphy)

md-romero
Tempo di lettura: 2' min
21 febbraio 2018
POLPETTA VIDEO PASSION
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HIKIKOMORI, il termine è trend in questo periodo. Hikikomori letteralmente significa “stare in disparte”. Un termine di origine giapponese che simboleggia una vera e propria piaga sociale: giovani che abbandonano la scuola, il lavoro e più in generale il mondo esterno per chiudersi in casa, nella propria stanza senza uscirne anche per degli anni, molti dei quali perennemente collegati alla rete, comunicando attraverso la tastiera, in un mondo asettico e virtuale dove hanno le unici rapporti umani.

Fenomeno inizialmente tutto nipponico, quello degli Hikikomori, di difficile sradicamento; infatti tale chiusura è dovuta ad una società che mette eccessivamente sotto pressione gli individui, alcuni dei quali, incapaci di sostenerne i ritmi e la competizione continua si chiudono istintivamente in sé stessi in un processo di lenta autodistruzione per inedia e la cui riabilitazione è difficoltosa. I famigliari spesso trovano difficile arginare il problema o anche semplicemente ammettere che il problema esista. Una malattia dei tempi moderni quindi, quella dell’Hikikomori. Un fenomeno tutto Giapponese che non dovrebbe riguardarci. O si?

Le statistiche parlano chiaro, solo in Italia i casi di Hikikomori sono in aumento vertiginoso. Sono situazioni che sono sempre esistite e che ora si stanno diffondendo in tutto il mondo. La causa è sempre la stessa: pressioni sociali eccessive, un sistema dove il fallimento e l’errore non sono concepiti. Dove la vita impone una corsa sfrenata verso il vertice, il successo e la ricchezza.

Non esistono vie di mezzo: L’ideale del mondo libero è la vetta o il fallimento. La paura del fallimento provoca il terrore del mettersi in gioco non solo a livello professionale ma anche a livello affettivo, e più in generale come individuo nel mondo. Tutto questo è perno centrale del video No Reason, diretto da Oscar Hudson, del musicista Simon Green meglio conosciuto come Bonobo.

La scena è quella di una stanza giapponese in cui vive un giovane. Con un gioco di scorrimento e ripetizione dell’immagine (non dissimile dal video Seven Nation Army dei The White Stripes per capirci) Hudson ci mostra, in maniera efficace e in un crescendo vertiginoso, il mondo del nostro protagonista restringersi, riempirsi di pattume, divenire soffocante, sporco, buio e senza via d’uscita. Oscar Hudson nei quattro minuti di video riesce a mostrare in maniera elegante ed efficace il mondo in cui vive un Hikikomori. Un panorama sempre uguale che si riempie di rifiuti dovuti all’incuria.

Piatti sporchi, riviste, cumuli di vestiti, polvere e solitudine riempiono il mondo composto da quattro pareti dell’individuo. Una realtà angosciante che vivono letteralmente milioni di giovani in tutto il mondo, non dissimile dalle distopie oscure di Black Mirror ma crudelmente reali e presenti nel nostro quotidiano. Hudson, con una creatività degna di nota, non sfrutta il facile mezzo della CGI (se non un minimo in fase di montaggio) per rendere il rimpicciolimento da stanza a stanza ma gioca con un sistema di prospettive allestendo stanze sempre più piccole fino ad arrivare a dei modellini in miniatura, compiendo un movimento fluido di carrellata in avanti, e poi indietro attraverso le porte.

Un Videoclip straordinario, di grande impatto visivo ed emotivo, anche grazie al brano di Bonobo e alla voce struggente di Nick Murphy, che colpisce e analizza in maniera chiara e tuttavia simbolica una delle piaghe della vita moderna.

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