Il Dottor Divago – SHAMELESS LA CURA SENZA VERGOGNA

elia-morra
Tempo di lettura: 3' min
1 marzo 2016
Art

La farmacia delle serie televisive

Avete presente quella categoria di amici che, quando gli racconti di episodi particolari della tua vita cominciano ad elencare una serie interminabile di libri adatti a “curare” qualunque tipo di stato mentale. Sei in fase sperimentazione di droghe? A scuola con lo stregone di C.Castaneda. Hai un vuoto assiderale che non sai come colmare? La nausea di J.P Sartre. Hai deciso di non bere più nemmeno un goccio, Storie di ordinaria follia di C.Bukowski. Volevi andare in un villaggio turistico a Sharm El Sheikh ? In Patagonia di B.Chatwin.

 

 

Loro sono i vostri amici intellettuali. Io no.

Io sono il vostro amico qualunquista, infatti vi propongo lo stesso approccio ma molto meno sbattimento. Io vi somministro 30cc di serie televisive al giorno.

Le serie televisive sono la cura di tutti i mali.

Io ad esempio mi sto curando la depressione con Shameless.

Ti senti sfigato? Ti senti intrappolato in una realtà che non ti appartiene? Ti senti un alcolizzato?

Shameless ti curerà! Qualunque sia il tuo male! Ma non come un semplice psicofarmaco alla Simpson che ti fa sorridere per quella mezza oretta e appena svanisce l’effetto stai peggio di prima e compensi riempiendo in modo compulsavo il carrello di Amazon.

Shameless è un vero e proprio percorso psicanalitico, dove il paziente non si rende nemmeno conto di essere in cura. Un antibiotico più che un anti dolorifico, che ti mette faccia a faccia con la cruda e orribile realtà dei fatti.

Sei un coglione egoista come tutti gli altri, ed un giorno dovrai farci i conti.

 

 

Shameless è ambientato nel South Side di Chicago. Siamo ospiti e voyeur della disastrata famiglia Gallagher. Sei fratelli (Fiona,Lip,Ian,Debbie,Carl,Liam) capitanati da Frank, un padre tossico ed alcolizzato, intento costantemente ad onorare le sue origini irlandesi tenendo ben saldi i gomiti al bancone del bar.

La madre di questi ragazzi è Monica, hippie depressa e bipolare, grande consumatrice di barbiturici.

Come avrete capito in questa famiglia nessuno si comporta seguendo il proprio ruolo sociale, sono tutti stati vestiti con i panni di altre persone. I figli adolescenti si comportano da genitori ed i genitori da figli adolescenti…particolarmente stronzi.

 

 

Frank non ha la minima idea (ne intenzione) di comportarsi da padre. La sua seconda casa è l’Alibi, un bar gestito da Kevin Ball e sua moglie, Veronica Fisher, vicini di casa dei Gallagher. Da vero approfittatole olimpionico arriva al punto di trasferirsi da Sheila Jackson, madre della fidanzata di suo figlio Lip, (accettando suo malgrado la sua sessualità da dominatrice) dato che percepisce una pensione di invalidità a causa della sua agorafobia, a causa della quale non uscirà di casa per cinque anni.

Fiona, la primogenita (presunta) dei Gallagher è l’unico caposaldo della famiglia.

Svolge il ruolo di madre, padre ed educatrice. Tiene le redini della casa e della famiglia, sia in termini economici che emotivi.

Svolge mille lavori (addetta alle pulizie in un edificio, cassiera in un chiosco e cameriera in una discoteca ecc). E’ una ragazza amareggiata dalla vita, disillusa e molto dura nei propri confronti; i suoi pochi svaghi sono le serate con i suoi amici intimi.

 

 

Attorno a lei ruotano gli altri protagonisti della serie, i suoi fratelli.

Lip, genio ribelle dalle tendenze autodistruttive. Ian, disciplinato aspirante militare gay. Debbie, adolescente con profondi vuoti esistenziali. Carl, Bart Simpson con un fucile (e non con la fionda). Liam, fratellino più piccolo dalle sospette origini afroamericane.

La vita li sfida e loro combattono in ogni modo.

Fino a qui la situazione sembrerebbe in stallo, se non che, nel corso delle stagioni di questa serie ci rendiamo conto che tutti i protagonisti (anche i più “buoni” in apparenza) dovranno fare i conti con il proprio lato oscuro e pieno di vergogna.

Non è un caso infatti che la serie si chiami Shame-less (per tutti quelli che dormivano durante le lezioni di inglese “senza-vergogna”).

 

 

Morale della favola, a mio parere questa serie porta con se un grande insegnamento.

Affrontare se stessi risulta spesso essere l’unica grande sfida nei confronti della vita.

Per quanto tutto il resto che ci circonda sembri l’effettiva causa dei nostri mali, ricordatevi che siete voi a decidere al mattino con quale piede scendere dal letto.

 

 

E con quest’ultima frase da venditore di sciroppi miracolosi del Far West vi lascio alla visione del vostro primo episodio. Ah ovviamente, se la cura sembra non funzionare siete pregati di farmelo sapere, troveremo la vera radice del vostro problema e la corrispettiva cura televisiva.

WORDS BY ELIA MORRA

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