De Chirico a Ferrara. Metafisica e avanguardie, @ Palazzo dei Diamanti (FE)

polpetta
Tempo di lettura: 2' min
16 febbraio 2016
Art, In primo piano
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Noi ferraresi siamo così: chiusi e sempre con la critica pronta. Per anni abbiamo fatto delle mura della città la nostra coperta di Linus, lamentandoci di quello che non ci offre e molti lo fanno tuttora. Credo che semplicemente dovremmo andare oltre la coltre di nebbia che ci avvolge nei mesi invernali, smettere di pasteggiare a cappelletti in brodo e brindisi al suon di ‘questa città é morta’ e aprire gli occhi. Aprire i nostri orizzonti e vedere che siamo circondarti da bellezza e miti rinascimentali, gli stessi che hanno influenzato Giorgio De Chirico nel suo lavoro. A distanza di cento anni Ferrara rende omaggio al grande maestro della Metafisica con la mostra ‘De Chirico a Ferrara: Metafisica e Avanguardie’, allestita a Palazzo dei Diamanti e aperta fino al 28 febbraio. Siamo negli anni della prima guerra mondiale quando De Chirico si ritrova catapultato nella realtà della città estense. Ed è proprio qui che, alla ricerca di salvezza e protezione, nasce il suo mondo fatto di realismo e oggetti comuni. “Vedo Ferrara, la bella Ferrara, come un’Arianna addormentata sotto il sole già più mite”. (G. De Chirico 1916) Complice la bellezza della città e il ritmo sospeso della sua vita la rende protagonista indiscussa dei suoi dipinti più famosi (Le Muse inquietanti, I progetti della fanciulla, Il grande metafisico). Il percorso della mostra approfondisce anche alcuni temi particolarmente emblematici, come quello dell’occhio o del quadro nel quadro, dando spazio anche a coloro che si sono avvicinati alla corrente pittorica del Novecento. Non mancano infatti le opere di Morandi, Carrá e del fedele amico De Pisis. Sospensione metafisica e realismo magico italiano accanto a grandi nomi europei quali Salvador Dalí e René Magritte (per citarne qualcuno), anche loro affascinati ed influenzati dalle iconografie ferraresi delle coppia De Chirico-Carrá. Oltre settanta opere quelle presenti nell’esposizione, un omaggio non solo a un grande artista ma anche a una grande città. Un estratto della nostra vita quotidiana: il duomo, il castello, la ciupeta… Quindi, ferrarese medio, mi rivolgo proprio a te: lo vuoi capire che oltre alla Spal c’è di più?! E no, non mi riferisco alla Coop.

WORDS BY NICOL FORMIGNANI
GALLERY BY CECILIA SECCHIERI

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