41anni di ArteFiera

polpetta
Tempo di lettura: 2' min
13 febbraio 2017
Art

“Ogni bambino è un’artista. Il problema è poi come rimanere un’artista quando si cresce.”

                                                                                                                                                                                                               (Pablo Picasso)

Siamo sinceri, al giorno d’oggi ci sentiamo tutti un po’ artisti: sarà che grazie ai filtri di Instagram anche la casalinga più depressa può sbarcare il lunario e diventare una seguitissima food blogger, sarà che abbiamo fatto del nostro viso la tela che dipingiamo ogni mattina armate di eye-liner e blusher, sarà che cantando sotto la doccia non si soffre di ansia da palcoscenico..sarà! L’arte però non la fa la quantità ma la qualità. A ricordarcelo, ancora una volta, arriva lei: Arte Fiera, la fiera internazionale d’arte moderna e contemporanea. Giunta alla sua 41esima edizione si è presentata al pubblico con un nuovo direttore artistico: Angela Vattese, la quale ha voluto offrire stand di qualità mescolando il moderno al contemporaneo e al tempo stesso puntare sulla fotografia e sui libri. Una kermesse snellita rispetto alle edizioni precedenti: 153 le gallerie espositrici suddivise tra MAIN SECTION (123 gallerie) e una serie di SOLO SHOW (18 gallerie). Novità molto apprezzata la sezione curata da Simone Frangi, NUEVA VISTA (3gallerie) dedicata ad artisti emergenti (non necessariamente giovani). A seguire coloro che ci hanno incuriosito maggiormente. Da brava ferrarese non posso non menzionare la MLB Maria Livia Brunelli home gallery. Il progetto proposto vede come tema la fragilità: dalle atmosfere dimenticate dei luoghi abbandonati di Silvia Camporesi alla fragilità dell’essere umano di Mustafa Sabbagh (solo per citarne alcuni). Magici i libri della tedesca Edith Kollath, Thinking I’d last forever: veri e propri breathing books tanto da far esclamare un sonoro ‘Wow! Questi sono i libri di Harry Potter, sono libri incantati!’ al bambino accanto a me. Nessuno ha voluto contraddirlo, nessuno ha voluto spegnere quel bagliore nei suoi occhi. Perché in fondo un’opera d’arte deve saper far anche questo, farti sognare ad occhi aperti. In assoluto una delle più belle la galleria Mario Mazzoli di Berlino che ha saputo rapire con suoni e movimenti. Ed infine lui: Demo, al secolo Francesco De Molfetta. Un vero e proprio tendone da circo (Demo Pop Circus) popolato da ironia e sarcasmo. Icone dei nostri giorni rivisitate in chiave a dir poco geniale. [..] “Persino un protagonista ormai dimenticato della politica del XX secolo, riappare a sorpresa mutato in un rettile velenoso: il Cobra non è un serpente…ma Cobraciov, l’uomo sotto cui si è dissolto l’impero del male, il comunismo sovietico.”

Come ogni anno ci ritroviamo un po’ più ricche grazie ad ArteFiera, perché l’arte fa anche questo..ti arricchisce.

WORDS BY NICOL FORMIGNANI
GALLERY BY CECILIA SECCHIERI

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