24-HOUR-LICENCE: ITALY, WHERE ARE YOU?

luca-vitale
Tempo di lettura: 2' min
8 marzo 2017
Il Giovedì di Vith

Mentre in Italia ci arrovelliamo su tematiche da bar e quale dj sia più forte di un altro, in Europa i tempi sono maturi per noi ballerini.

Dopo Berlino e Amsterdam, anche Parigi ottiene il premio più ambito da tutti i clubbers. La possibilità di ballare tra il giorno e la notte, senza sosta, senza ansie, senza limitazioni, per 24 ore di fila e più!

Infatti è proprio la punta di diamante di Parigi, il Concrete, ad annunciare che il Comune ha disposto le licenze per poter mantenere aperto il club tutto il weekend, giorno e notte, confermando la tendenza degli ultimi anni a portare Parigi tra le città di elitè in materia di clubbing.

I referenti del club hanno dichiarato di avere lottato lunghi anni per ottenere questa abilitazione, ottemperando alle regole a lungo e ispirandosi ai modelli Berlino e Amsterdam per dimostrare quanto la chiusura forzata dei club alle 7 fosse un grande svantaggio.

Infatti Parigi è nota per i tanti after-parties che si addentrano fino alla domenica sera in svariate locations, ma mai strettamente legate alle grandi organizzazioni locali; il più delle volte si trattano di gruppi di amici, djs, o organizzatori freelance che offrono la possibilità di chiudere la serata oltre il consentito dai “regular clubs”.

Questa regolarizzazione non solo darà grande vantaggio a Concrete, permettendo loro di aggiungere alle loro lineup djs, o allungare i dj set stessi senza più alcun vincolo, ma gli stessi frequentatori potranno godere di sound in totale sicurezza, senza riversamenti selvaggi e forzati dalla chiusura del club in strada, con conseguenti ovvi disagi.

Ora potremo finalmente assistere anche in terra Francese alle maratone di RPR Soundsystem, agli extended sets di Laurent Garnier o a secret guests che appaiono nel bel mezzo del mattino.

Una domanda sorge spontanea: sarà mai possibile in Italia tutto questo?

La risposta, purtroppo, è scontata. Non al momento.

Perché?

Insidie burocratiche, popolazione media poco interessata all’argomento, puntellato superficialmente come un disturbo alla quiete notturna e al “viver sani e belli”.

Una festa lunga 24 ore e più sarebbe maldestramente etichettata come una cosa concettualmente priva di senso, o più maldestramente, covo di persone “poco sane”.

Eppure loro non sanno l’amore, la passione, la voglia, le idee, che nascono dietro a questo mondo a loro oscuro. E che meriterebbe più voce. Per stare bene, per essere felici. Per dare sfogo a tutti i messaggi di vita che spesso il mondo della notte ci comunica, ma che non sempre recepiamo a pieno.

Unione e spirito di condivisione.

Lo insegnano a scuola, nelle parrocchie e in tutti gli ambiti sportivi. Nulla di più esplicito è insito nella mentalità della clublife, altro che criminalità, ambienti beceri e pericolosi per la comunità come spesso ho sentito definire.

L’Europa vola, e noi rincorriamo.

Come sempre.

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