TIMESHIFT w/ SPEEDY J, HEADLESS HORSEMAN live, SNTS, RAUL SANCHEZ #24.04.016#

polpetta
Tempo di lettura: 3' min
28 aprile 2016
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Sono passati 3 giorni ma le vibrazioni fanno fatica ad allontanarsi dal mio corpo.

Ne sento ancora la carica.
Percepisco il loro calore.

Sin dalle prime battute di questo ambizioso progetto ci siamo allacciati ai componenti di Timeshift, inneggiando al buon senso e alla tenacia della loro programmazione.
In molteplici momenti abbiamo augurato loro il successo.
Tirando ormai le somme di una stagione in crescendo non si può far altro che notare come lo spirito di questa serata stia, sempre di più, riuscendo ad affermarsi nelle trame di una città che continua ad essere roccaforte di movimenti anticonvenzionali.
Abbattendo le critiche dei miscredenti, ammutolendo mandrie di giovani sciabolatori di dom pero.

La cosa che ci ha lasciato di stucco è come colpo dopo colpo, si sia arrivati ad un livello così alto di intrattenimento.
Nell’atto appena trascorso di Timeshift abbiamo avuto il piacere di notare come diversi lati della techno potessero perfettamente abbracciarsi.

Mostrati i bracciali e sbottonati i giubbotti, fuggiamo da questo umido freddo verso temperature più elevate.
Non appena ingaggiato un “duello” visivo con il dj Raul Sanchez (IT), notiamo oltre alla cassa profonda e asciutta, una consolle chilometrica.
Si parte dalla destra (per chi fronte al palco) con la sua esibizione appunto: toni caldi, sintesi alle volte tendenti alla dub ma dalle percussioni regolari e decise.
Una buonissima dimostrazione di attinenza allo spirito della serata e ai live che di lì a poco si sarebbero alternati.

Mentre la cassa ci schiaffeggia in volto le pupille cominciano a puntare alla sinistra del palco, dove un uomo “senza testa” comincia a smacchinare qualcosa e a muovere luci.
Abbiamo già avuto la possibilità di sentire Headless Horseman in Italia poco fa, ma questa volta il gusto è maggiore.
Un po’ come quando guardi Matrix la prima volta: ti puoi perdere i concetti fondamentali poiché distratto da effetti speciali e scazzottamenti volanti, necessitando di un ulteriore approfondimento per estrapolarne la sua vera natura e il senso.
Questa volta si potrebbe definire esattamente così, come un’ interpretazione decisamente più profonda, soprattutto nella metabolizzazione dei colori e del noise che caratterizzano il producer tedesco.
Rumori che viaggiano di pari livello con le percussioni spezzate.
Cassa ossessiva e “contundente”( fa quasi male) seguita con precisione maniacale da rumori di fondo che non cadono mai nel banale, ricordando come gli equilibri ritmici siano elementi fondamentali per la buona riuscita di questo live.
Introspezione da un lato (Noise)
Ballo a corpo libero dall’altro (Percussioni)
Sarà l’unione delle due cose a far raggiungere il nirvana.

È giunto il momento di cercare ricovero in qualche birra.
Dopo la criniera dietro la quale si cela il teutonico Horseman, sbuca un’altra maschera seguita stavolta da un lungo mantello nero.

Siamo sempre più al centro della consolle.

Il malto e il luppolo fanno effetto.
SNTS pure.

Non esiste bio che lo ritragga, non ci sono informazioni su di lui.
L’unica cosa che percepiamo è il desiderio che ha l’artista di focalizzare il pubblico sulla propria proposta musicale.
Tutti i dettagli che possono far pensare a quanto un uomo voglia mettersi in mostra con strani abiti e maschere da film horror, in realtà decadono quando non diventano altro che una mimetizzazione nel buio che il locale e il suono dovrebbero riuscire a raffigurare.
La malinconia in 4/4 dipinta da un artista che non desidera emergere fra le sue tele, come se queste non avessero bisogno di un creatore, ma di interpreti.
Ed è dopo questo eterno viaggiare nei meandri del mondo elettronico che abbandoniamo il mistero per raggiungere una certezza.
A centro palco c’è Speedy j, con una borsa piena di esperienza.
Il producer si porta dietro produzioni ed esibizioni dal lontano 1991 dove nella sua Olanda cominciò a muovere i primi passi.
Diventa il collante per gli ultràs del Feyenoord grazie alla traccia “Pullover” e caratterizza i suoi set oscillando sempre nel confine fra Techno e Hardcore.
In tutti i casi non sono qui per raccontarvi la sua storia, ma bensì per richiamare la vostra attenzione su chi fù, chi è e chi sarà speedy j.
L’elemento cardine della techno centro-europea, nonché dj in continuo sviluppo e aggiornamento.
Autore di un live set meno “estroverso” del solito, lievemente più monotono e dedicato ai veri ballerini che hanno animato il centro pista ma che indubbiamente ha lasciato trasparire quello che è il lato duro dell’umano al di là del mixer.
Avevamo bisogno giusto di sentire quella sicurezza, dopo aver cavalcato onde selvagge grazie alle spettacolari performance degli artisti sul palco.

Live, casse dritte che diventano irregolari, noise, uomini mascherati e una folla concentratata seguire i passi di un collettivo alla ricerca di qualcosa di nuovo.
Quello che nessun altro ha il coraggio di fare.

Complimenti ai traghettatori di Timeshift.

Tanti saluti dalle tenebre.

WORDS BY SERGIO MANNINO

PICS BY COSTANTINO BEDIN

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