TIMESHIFT w/ Inigo Kennedy + Fabrizio Lapiana + Francesco Belfiore.

polpetta
Tempo di lettura: 2' min
21 settembre 2015
Gallery, Review 4 U

In una fase storica dove gli imprenditori dell’intrattenimento devono indirizzare sempre più il loro focus su linee “commerciali” per far quadrare i conti, nascono al contempo molte realtà che cercano in un mare di alternative notturne di dire la loro e emergere sfruttando linee artistiche forti e puramente settoriali.
Il circolo arci “Zona Roveri” è una di queste.
Timeshift è ciò di cui voglio parlarvi poiché si tratta di un progetto fresco e che a Bologna mancava da qualche anno (probabilmente dai tempi della chiusura del Kindergarten).
La prima serata ci ha già raccontato buona parte delle cose che i giovani ideatori dell’evento vorrebbero dirci: techno, nomi inediti nella zona, la Germania è la nostra patria, divertitevi con responsabilità.
Il locale si raggiunge dall’uscita 10 della tangenziale in direzione San lazzaro. Dopo 5 minuti di rettilineo, si giunge in prossimità di una zona industriale in cui vi assicuro è difficile trovare bar: preparatevi!
Arrivati in anticipo e assetati speriamo si avveri qualcosa di simile a ciò che annuncia il nome stesso della serata, ma non ci è voluto molto a far entrare in corpo bassi forti come pugni e veloci come le saltellanti gambe di Alì.
In ordine cronologico sul palco troviamo: Francesco Belfiore, talento italiano in grado di collegare in maniera molto organica e delicata i suoni dub-techno coccolando i primi entrati; Il rispettatissimo producer e dj Inglese Inigo Kennedy, direttamente dalla famigerata Token records di Kr!z. Infine un sublime Fabrizio Lapiana che ha dimostrato di non avere nulla da invidiare ai dj che occupano le consolle dei club più rilevanti del circuito techno.
Da Milano il famigerato Max M e la sua Label promossero alcune uscite di quest’ultimo e ne condivisero lo stile, mentre nello stesso tempo nacque la Attic records di cui è fondatore. Un personaggio poliedrico e con uno stile unico, condizionato indubbiamente da doti tecniche sopraffini. Non un solo cambio impreciso, nessun cambio uguale, più che un dj set su vinile dà l’impressione di essere un’unica traccia di un ora e mezza.
La nostra serata trascorre divinamente fra i synth acidi di Inigo e inaspettate mutazioni metriche dovute probabilmente all’utilizzo di tracce provenienti da una galassia di cui ancora nessuno conosce il nome. Fondamentali cambiamenti che donano respiro ai partecipanti della serata, distruggono la ritmicità statica della cassa e riportano l’attenzione sull’artista che in questa nottata di balli sfrenati ha raccontato la storia più bella di tutte, senza dire una parola. Siamo orgogliosi e felici allo stesso tempo di aver prestato l’orecchio (e le gambe) a Lapiana e Belfiore che, con grande padronanza tecnica e il singolare gusto che li contraddistingue dalla massa, hanno portato a Bologna una valigia piena di speranza per l’Italia in questa sfera musicale.
Parliamo di Techno a 130 bpm e di un locale scuro che ci ha dato un’ ottima impressione sin dal primo appuntamento stagionale.
Il flyer della prossima serata sul lato A ti sferra un gancio dritto alla mandibola, col lato B invece il montante che sancisce il definitivo KO (consiglio di seguire il programma sui social). Compiaciuti, lo appallottoliamo con delicatezza nelle nostre tasche promettendo di esserci e di tornare a ringraziare chi ha creato tutto questo: per la serietà e per la piacevole situazione presente al suo interno.
Abbiamo già capito dove troveremo i nostri artisti preferiti questo inverno.

WORDS BY SERGIO CREEP
PICS BY JANINE BILLY

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