The Djoon Experience Festival 2020: la farfalla è uscita dal bozzolo

tms
Tempo di lettura: 2' min
10 marzo 2020
News
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Dijoon sarà una experience sempre più green, ecco alcune novità

Dopo due anni in Sicilia al seguito di uno dei migliori festival a cui siamo stati – e non necessariamente mainstream come Primavera o Sonar – quest’anno ci approntiamo a seguire l’edizione 2020 del Djoon Experience Festival, che di sorprese quest’anno ne ha da regalare a bizzeffe.

La prima sorpresa è sicuramente il cambio di location. Dopo le prime 5 edizioni di Favignana, quest’anno l’organizzazione ha deciso di spostare l’evento a Castellamare del Golfo, un’anfiteatro naturale tra Palermo e Trapani. Perchè cambiare location? Semplice, la base dei festival esperienziali è appunto quella di voler portare il pubblico a scoprire una terra ricca di bellezze, in modo da costruire un’esperienza che vada aldilà della sola parte musicale. E nel caso del djoon è sempre stata la vera cornice rispetto ai luoghi.

Possiamo capire che possa essere difficile questo concetto, soprattutto per chi ha frequentato altri generi di festival dove chi va lo fa solo ed esclusivamente per la musica. Ma in questo caso il concetto è ribaltato: la musica  fa da colonna sonora al posto dove questa viene riprodotta. Provate quindi a chiudere gli occhi e immaginatevi in una torre saracena a ridosso del mare, mentre i Nu guinea suonano… ecco, questo è il Djoon Festival.

Continuando sulla scia delle sorprese la line up di quest’anno annunciata pochi giorni fa è a dir poco una bomba. Norma Jean Bell, Nu guinea, Jamie 3:26, Kuniuki Takahashi (si lui, quello che tre anni fa campionò le grida di gioia della gente, e gliela rispedì indietro). E poi la “leggenda” Terrence Paker, Demuja, Dan Shake e Boddi Sathva sono solo gli headliner pricipali, che fanno parte di una schiera di ben 40 artisti nazionali ed internazionali che si esibiranno nei 5 giorni del festival, che andremo ad approfondire nelle prossime settimane.

(continua sotto)

Su questo festival ci sarebbe ancora molto da dire, una della delle attitudini del Djoon che da sempre lo ha caratterizzato ad esempio è la sostenibilità ambientale. Infatti, dopo quanto visto lo scorso anno, l’edizione 2020 sarà ancora più legata a questo tema e gli organizzatori hanno puntato ancora di più sul ridurre al minimo l’impatto ambientale degli eventi. Quindi non resta che rimanere sintonizzati su Polpetta Mag, dove nelle prossime settimane approfondiremo sia la line up, che gli eventi che caratterizzeranno questo festival!

Un consiglio, sono rimasti pochi early bird, e se fossi in voi ne approfittrei! Qui il link ai tickets rimasti

 

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