PVP: Childish Gambino – This is America

md-romero
Tempo di lettura: 3' min
23 maggio 2018
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Si tratta di una vera e propria bomba atomica quella che Childish Gambino – aka Donald Glover – ha sganciato con il suo nuovo singolo This is America.

Non si tratta di operazioni commerciali, non siamo di fronte a publicity stunts tipici della music Industry statunitense.

This is America mette in musica e in immagini in soli 4 minuti tutta l’ipocrisia nei confronti degli afroamericani. Childish Gambino si presenta, nei costumi e nelle vesti come Jim Crow, lo stereotipo di nero che imperversava tranquillamente nei media. Il nostro spara alla nuca di un suonatore di chitarra afroamericano a cui è stato messo un sacco in testa. Le analogie con le esecuzioni del KKK sono evidenti. Evidenti sono i movimenti plastici di Gambino ricordano i primi corti animati delle silly symphonies (dove personaggi à là Jim Crow erano molto presenti).

La telecamera di Hiro Murai si muove fluida seguendo il rapper con il suo corpo di ballo (vestiti come gli attivisti dei diritti civili nei primi anni 60) mentre sullo sfondo si scatena il caos. Una scelta registica che appartiene ad Iñarritu. Il coro gospel freddato a colpi di Ak-47, arma che poi viene deposta su un drappo rosso come una reliquia. In pochi secondi si dimostra la venerazione per le armi da fuoco e la scarsa considerazione delle tragedie le cui vittime sono afroamericane.

Il ciclo continuo delle stragi, un processo di morte, isteria collettiva, pensieri e preghiere, ricerca del capro espiatorio e poi oblio in attesa del prossimo mass shooting che diviene norma e prassi.

This is America, dove la cultura afroamericana viene depredata e imitata dai bianchi, ma non rispettata. Si ama il prodotto e si ignora chi lo produce, si maltollera spingendo sempre piú verso un whitewashing culturale.

This is America e non si tratta dell’America di Donald Glover/ Childish Gambino quanto dell’umanitá nella sua interezza.

childish gambino

La telecamera concentra i suoi sforzi sul corpo di ballo in prima serata

I burattini di memoria King Crimsoniana che ballano alla corte del re cremisi consumando il nostro livello di attenzione mentre il mondo scivola nel caos e nell’apocalisse.

Il videoclip è di una potenza ideologica e politica tale da aver affossato i deliri di Kanye West delle settimane scorse. In Italia le testate di musica si sono ammassate sul fenomeno mediatico di Liberato o sul trash young signorino, due esempi di vuoto di proporzioni lovecraftiane.

Childish Gambino e Hiro Murai hanno creato qualcosa che va diritto nella storia, dimostrando come il pubblico tenda ad essere attratto dalla vuota distrazione.

This is America è un videoclip di denuncia di proporzioni epiche sia a livello qualitativo che di contenuti.

Childish Gambino riesce pienamente a descrivere in 4 minuti quello che GET OUT! Di Jordan Peele è riuscito (a malapena) in 103 minuti.

La potenza di This is America è tale che è stato fatto un appello di non ridurre a Meme il videoclip. Prevedibilmente le orde di Incel della rete hanno iniziato a sfornare parodie di ogni tipo dimostrando le dinamiche che alimentano il vuoto sopracitato. La versione mixata con Che Fico! di Pippo Franco, tutta italiana ad opera di Nocoldiz, ne è un esempio.

Altro esempio di snaturazione, fresco fresco, è la parodia ad opera della comica femminista (Bianca) Nicole Arbour, che ha messo in scena una versione al femminile, di this is america. La Arbour svilisce il prodotto originale e la causa femminista in sé. La parodia di This is America è ad un livello di attention seeking e trend following che ha del patetico.

Ma anche questa è l’America, anche questa è l’umanitá. Sempre alla ricerca spasmodica di svilire e banalizzare qualcosa di grandioso. La cannibalizzazione ad opera del vuoto culturale, mai sazio e sempre famelico, il cui scopo è creare un ground zero intellettivo ed intellettuale, dove tutti, possono avere i Warholiani 15 minuti di celebritá a discapito del progresso culturale della razza umana.

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