Abbiamo ascoltato PAPRIKA, il nuovo disco di M¥SS KETA

thomas-cheval
Tempo di lettura: 3' min
1 aprile 2019
Review 4 U
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M¥SS KETA, piano piano cade la maschera

“Ma chi ca**o è M¥SS KETA?! Io non la conosco! Ma chi se la incula?” così comincia il nuovo disco di M¥SS KETA: PAPRIKA.
Elenoire si presta ad un “feat” molto simpatico ed ironico, e già capisci che stai per ascoltare una bella chicca. Quindi siediti, soprattutto siediti, perché questo album non lo reggi al primo colpo.

C’è così tanto da dire su M¥SS KETA che racchiuderlo in un articolo è impossibile. Se vi dicessi che si è levata la solita maschera? Ovviamente in senso figurato, per carità. L’angelo dagli occhiali da sera non potrà mai svelare la sua vera identità. Ma qualcosa lo scopri. Sì, perché da “Milano Sushi e Coca”, M¥SS K parte in quinta in sperimentazioni musicali e affronta ben altre tematiche da quelle che possiamo vedere nel primo disco.
Parte dal rap con Guè Pequeno, a R&B con un beat già più Old School. Un album più aperto.

Da una vita in capslock, ad amori fugaci e love story che tutti vorremo avere, ma lei è M¥SS e tu sei stronzo. Possiamo solo limitarci ad adorarla e diffondere la sua religione.

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M¥SS KETA

Insomma, l’universo Myssketiano è in continua espansione, infatti, non si ferma a semplici feat, ma decide anche di omaggiare con il titolo “Paprika” che rimanda si ad un film erotico di Tinto Brass, ma anche ad un anime giapponese di Satoshi Kon. La copertina con la mortadella cavalcata dalla nostra Keta, omaggia “Bambola” di Bigas Luna, dove in copertina Valeria Marini cavalca pure lei una mortadella, perché “come si cavalca la vita si cavalcano anche le mortadelle”.

Continuando nel nostro viaggio nell’iperuranio con la nostra guida M¥SS, ci fa rischiare il collasso. Ben nove feat si prostrano davanti a noi, oltre al singolo Pazzeska feat. Guè Pequeno che ha lanciato l’album. Da Elodie a Luchè, da Wayne Santana della Dark Polo Gang a Mamhood, Quentin 40 Gemitaiz, ma soprattutto il nostro amico Populous che non abbandona mai il nostro angelo guida.

Vi ricordate quando ho detto che la mascherina pianopiano cala? Ecco. “Fa paura perché è vero” feat. Mamhood: ultimo brano del disco. Il brano che lascia i puntini di sospensione… la fine di un episodio, con “to be continued”.
Ad esser sincero mi lascia con un po’ di amaro in bocca.. non me l’aspettavo. Senza spoilerarvi nulla, vi dico solo che in questo ultimo brano diventa più sincera, sta lasciando l’ironia da parte, sta cominciando a prendersi più sul serio.

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Ho l’ansia. M¥SS KETA ci preannuncia così un prossimo album più sincero? Ci svelerà altre sue sfumature in modo un po’ più sentito? Sembra anche un omaggio ai suoi fan, quando le scrivono e la ringraziano di farli credere più in se stessi, e di dargli la forza di viversi senza timori.

Okay, distacchiamoci da tutta questa emotività, prima che ci destabilizzi ulteriormente. M¥SS KETA ci sta facendo impazzire, perché niente e nessuno la può fermare. Ci ha dimostrato più volte che non ha peli sulla lingua, e che la parola “permesso” non rientra nel suo vocabolario… infatti M¥SS ha sfondato pure la porta della cultura.
Una luce bianca, parte dallo schermo del mio telefono.
Guardo. Muoio. Una Treccani che conta ci spiega il significato di Pazzeska, Myss Keta ha conquistato pure la famosa enciclopedia, che l’ha inserita pure nella loro playlist su Spotify “le parole delle canzoni”. Giuro che una lacrima mi è scesa. Aspetterò l’enciclopedia Myssketiana allora.

Questo è un viaggio che sembra non abbia fine. Dall’ironia a temi più sentiti, Myss, switcha sempre come solo lei sa fare. La tipa che vorresti sempre avere nella tua compagnia. E la serata non finisce mai, e se finisce è perché ti ritrovi in ospedale. Insomma Universal se la rischia così, e ce l’ha fatta.

La giusta dose di scandalo iniziale, e l’apprezzamento finale delle persone per la nostra M¥SS KETA, che riesce ad affrontare il trash senza sprofondarci dentro, rendendola cosi più mainstream e meno underground a differenza delle opere precedenti. E comunque sai che farà strada quando la mamma ti dice “Oh ma sai che Myss Keta mi piace?”

Sudi freddo, ma almeno sei felice per la nostra inimitabile M¥SS.

 

Thomas Cheval

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