Outer Festival: day 2. Belle scoperte e grandi conferme.

polpetta
Tempo di lettura: 2' min
2 ottobre 2019
Gallery, Review 4 U
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L’ultima giornata di Outer Festival si è conclusa nel migliore dei modi portando in scena una lineup 100% made in Italy che ha saputo conquistare il pubblico.

Dalle ore 21.00 di sabato 28 settembre è iniziata la staffetta tra alcuni degli artisti più influenti e promettenti del panorama ambient / elettronico internazionale che ci hanno regalato tre ore di estatica evasione dalla realtà nella seconda e ultima serata di questa edizione di Outer Festival.

Il primo a salire sul palco nella splendida cornice, già gremita, della Chiesa di Santi Filippo e Giacomo in Panzano è stato il modenese Davide Cuoghi aka Imaginary Parts che nel suo debutto live ha da subito catturato l’attenzione dei presenti. Immersi in una suggestiva illuminazione rossa ci siamo lasciati accogliere e trasportare da un set essenziale il cui ritmo era scandito da una base simil-organo che s’inseriva perfettamente nel contesto, calandoci nel mood giusto per affrontare il resto della serata.

A seguire è stata la volta di Not Waving che ha presentato il progetto FUTURO uscito a inizio anno per l’etichetta Ecstatic di cui lo stesso artista (all’anagrafe Alessio Natalizia) è comproprietario. Il suo live per Outer Festival è corredato da visual ipnotici in cui le emozioni e i colori si fondono con un tappeto di suoni avvolgenti e via via più incalzanti; un mix di sensazioni che esplicitano il progetto a cui è legato, The Waldorf Project, meglio di qualsiasi spiegazione. Il set di Not Waving per Outer riprende infatti la sonorizzazione pensata per la performance teatrale ideata dal direttore artistico britannico Sean Rogg che, con l’aiuto di alcuni tra gli artisti più visionari del momento, si è proposto di realizzare un’opera multisensoriale in cui tutte le forme d’arte siano in perfetta sinergia.

Il main act del festival, nonché uomo del momento, è stato però Donato Dozzy, di cui vi avevamo già anticipato, che verso le 23.15 ha preso le redini della serata con un live ambient e site-specific. Il producer romano, che poche settimane fa abbiamo riconosciuto sulle passerelle della Milano Fashion Week con la sua traccia Parola, spoglia la location dello schermo usato nei due set precedenti e sceglie di farsi accompagnare soltanto da suggestivi giochi di luce e, soprattutto, ombre. Lasciata da parte la techno berlinese, Dozzy in questa occasione rivela il suo lato più introspettivo e onirico che coinvolge e convince anche i meno avvezzi. La sua è un’esibizione emozionante davanti alla quale è impossibile distrarsi tant’è che anche la maggior parte dei telefoni rimane nel buio delle nostre tasche e non sentiamo l’urgenza di fare altro che ascoltare.

Nonostante sia soltanto alla sua quarta edizione, Outer Festival può già vantare una grande credibilità ricompensata da una buonissima affluenza e partecipazione. In particolare, la scelta di dare lo stesso spazio ai vari artisti (circa un’ora ciascuno) si rivela vincente per un genere che più di ogni altro annulla le disparità tra chi è più o meno sulla cresta dell’onda e ammette qualsiasi tipo di sperimentazione.

Outer Festival si può ormai considerare a tutti gli effetti una delle realtà più interessanti e innovative del paese e noi non possiamo che augurargli di crescere ancora.

words: Veronica Ganassi / pics: Janine Billy

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