NODE è tornato, ecco i 4 appuntamenti da non perdere a Modena

polpetta
Tempo di lettura: 3' min
1 December 2021
Art, Festival, Save The Date
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Dal 7 dicembre in 3 diversi luoghi della città, la decima edizione del Festival entra nel vivo, tra ricerca, sperimentazione, recupero, ordine e caos.

 

Paesaggi digitali iper-realistici e suggestioni primordiali, tecnologie obsolete spinte ai limiti delle proprie possibilità e multistrati sonori, ambient, elettroacustica, minimalismo, ordine e caos.
Il ritorno di NODE è un piccolo ma variegato microcosmo sintetico, pensato come una summa di quanto costruito fin qui per celebrare la decima edizione di un festival che può vivere solo di relazioni ed esperienze dal vivo.
Gli elementi sonori che compongono il programma costituiscono una moltitudine di linguaggi, codici e forme, tra graditi ritorni e prime apparizioni nella tipica costellazione di spazi cittadini.

Dopo il vernissage del 30 ottobre alla Chiesa di San Bartolomeo con FujiIIIIIIIIIIIta e Amosphère e l’anteprima nazionale del progetto 100 keyboards del sound artist giapponese Asuna giovedì 18 novembre nel Complesso San Paolo, si parte martedì 7 dicembre nella prestigiosa cornice del Teatro Storchi con il ritorno di Ryoichi Kurokawa, che continua il suo percorso a NODE dopo la mostra personale al-jabr nella precedente edizione del festival e le performance del 2010 e del 2014.

L’artista presenta il suo ultimo progetto a/v, intitolato subassemblies in cui immagini di edifici in rovina e spazi dismessi riconquistati dalla natura vengono renderizzati attraverso tecnologie 3d creando una realtà dinamica ibrida in costante equilibrio tra ordine e caos.

Contrappunto perfetto per il set di Kurokawa sarà lo scambio potente e liberatorio tra il musicista elettroacustico e teorico francese François J. Bonnet (in arte Kassel Jaeger) e il compositore, produttore e fondatore dei Sunn O))) Stephen O’Malley con il loro progetto collaborativo nato da una commissione di ATONAL nel 2018 e virato sull’elettroacustica e su sonorità ambient. Una vasta pianura glaciale che si dispiegherà lentamente sul pubblico, evocando la calma prima della tempesta, senza mai escludere la tempesta stessa.

Sempre al Teatro Storchi, mercoledì 8 dicembre Quayola ritorna a NODE insieme a SETA per presentare Transient – Impermanent Paintings, un duetto di pianoforti motorizzati e proiezioni video, che combina elementi umani e tecnologici mediante un sistema di algoritmi generativi non convenzionali. Pennellate iper-realistiche ad altissima risoluzione si articolano, proiettate a grandi dimensioni, sulla superficie di una tela digitale, dove le corrispondenze tra segni e note delineano i contorni di paesaggi sinestetici e polifonici.


A seguire kistvaen, la performance di Roly Porter ed MFO. Il termine celtico che dà il nome al progetto richiama un particolare tipo di tombe ipogee diffuse in epoca pre-cristiana nella contea del Devon.
Da questo rudimentale monumento funebre nasce una narrazione per suoni e immagini in cui i field recording, le strumentazioni folk e le elaborazioni digitali di Roly Porter intrecciano la scenografia di Marcel Weber, costruita su una combinazione di immagini cinematografiche con effetti scenici e disegni luce subliminali. Un contesto digitale sul quale si scontrano le suggestioni primordiali veicolate dalla voce di Mary-Anne Roberts, interprete di canti rituali della tradizione funebre gallese.

Altro atteso ritorno è quello di Robert Henke, dopo essere stato il main act della serata conclusiva del festival al Teatro Storchi nel 2016. Il 9 dicembre al Cinema Astra l’ingegnere del suono e musicista tedesco presenterà CBM 8032 AV, una performance audiovisiva immersa in un affascinante verde monocromatico che spinge cinque Commodore CBM 8032 ai limiti delle proprie tecnologie tra variazioni di rumori e onde sinusoidali digitali.

Si chiude il 10 dicembre nella Chiesa di Gesù Redentore (e non più nella Chiesa di San Bartolomeo come precedentemente comunicato) con Dies Irae, una pièce per quartetto vocale femminile ed elettronica della compositrice svedese Maria W Horn. Dies Irae trae la sua ispirazione da una composizione poetica in lingua latina risalente al XIII secolo ed attribuita a Tommaso da Celano. È una visione del giorno del giudizio, fra salvezza divina e fiamme eterne che si apre con un coro e si conclude con un’improvvisazione per calici armonizzati, voce ed elettronica.

IL PROGRAMMA DI DICEMBRE

7 dicembre | ore 21.00
RYOICHI KUROKAWA  subassemblies
STEPHEN O’MALLEY + FRANÇOIS BONNET
Teatro Storchi
Largo Garibaldi, 15 – Modena
ingresso: 18€ in prevendita online – 22€ in cassa
bit.ly/node2021_7dicembre

8 dicembre | ore 21.00
ROLY PORTER + MFO + MARY-ANNE ROBERTS  Kistvaen
QUAYOLA/SETA  Transient – Impermanent Paintings
Teatro Storchi
Largo Garibaldi, 15 – Modena
ingresso: 18€ in prevendita online – 22€ in cassa
bit.ly/node2021_8dicembre

9 dicembre | ore 21.00
ROBERT HENKE  CBM 8032 AV
Cinema Astra
Via Rismondo, 15 – Modena
ingresso: 15€ in prevendita online – 18€ in cassa
bit.ly/node2021_9dicembre

10 dicembre | ore 21.00
MARIA W HORN  Dies Irae
Chiesa di Gesù Redentore
Viale Leonardo Da Vinci, 270 – Modena
ingresso: 12€ in prevendita online – 15€ in cassa
bit.ly/node2021_10dicembre 

 

NODE 2021 è una produzione Lemniscata e fuse* realizzata grazie al contributo dell’Assessorato alla cultura del Comune di Modena, della Regione Emilia-Romagna e della Fondazione di Modena.

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