Matteo Benassi @ Vanilia / ArtCityWhiteNight

polpetta
Tempo di lettura: 2' min
29 gennaio 2016
Art

Durante questo weekend dell’arte bolognese ne vedremo sicuramente delle belle. Noi però vi vogliamo dare un’anticipazione su una chicca che avverrà sabato 30…date un occhio alla chiacchierata che abbiamo avuto con Matteo Benassi, un simpatico, giovane e promettente artista!

Ciao Matteo! Per cominciare, raccontaci com’è cominciata la tua carriera d’artista

Fin da bambino ho avuto la passione per la pittura e per l’arte in genere. È sempre stata nella mia vita, prima di tutto come necessità. Mi è difficile parlare di un inizio perché vedo il tempo in modo circolare e non riesco a pensare in termini di separazione. I graffiti sono stato il mio primo amore, ma presto mi sono accorto che non era quella la mia strada. Da lì in poi il mio processo creativo si è evoluto, fino a diventare ciò che è oggi: grafica pura, ignorante e d’impatto.

Le tue opere sono irriverenti ed ironiche e toccano argomenti come il sesso, la religione, il mondo dell’arte e dei fumetti: hai scelto questi temi perché vuoi mandare dei messaggi precisi a riguardo o è più una scelta estetica?

La scelta di mixare iconografie religiose con temi più divertenti e colorati è puramente estetica, i miei quadri devono  far sorridere, devono divertire e sorprendere. Non voglio essere offensivo con nessuno, rispetto le scelte delle persone in fatto di fede ma ho da sempre avuto questa sorta di ossessione. Vorrei che chiunque veda una mia opera rimanga scioccato e si senta anche in parte provocato, ma in fin dei conti divertito da ciò che vede. Fino ad ora ha funzionato, anche se probabilmente prima o poi mi prenderò un pugno in faccia.
Non so spiegarmi il perché di questo amore che provo per l’iconografia religiosa. Da piccolo ero costretto ad andare in chiesa perché facevo parte degli scout cristiani, ma pregare non è mai stato il mio forte. Non ho nulla contro la chiesa né contro i cristiani, non penso di essere blasfemo. Se vogliamo trovarmi un difetto, forse pecco un po’ di vanità nel sentirmi “un esteta” quando un mio quadro riscuote successo.

I tuoi sono interventi sopra un già fatto, quasi dei ready made dadaisti contemporanei: da cosa o da chi prendi ispirazione?

Sono un inguaribile bugiardo, ma se dicessi che è tutta farina del mio sacco direi il falso. L’ispirazione arriva da tutto ciò che vediamo, ascoltiamo e tocchiamo ogni giorno. Brando della Permaflex è stato probabilmente il più semplice ed istintivo quadro che io abbia mai realizzato e il risultato è eccellente e di impatto immediato, nonostante l’idea di per se sia molto povera.

Sabato ci sarà la tua mostra organizzata al Vanilia in occasione dell’ ArtCityWhiteNight…

Si, sarà tutta da ridere!

Non abbiamo alcun dubbio! ;) Dacci qualche anticipazione!

Sono sicuro che sarà un successo…soprattutto per la location che è un punto d’incontro per tutti coloro che amano l’arte in genere! I ragazzi del Vanilia adorano quello che faccio e tutt’ora mi appoggiano su qualsiasi scelta artistica!
Durante la mostra presenterò un insieme di colori su vecchie tele religiose e foto antiche; ci saranno cartoons, eroi di film anni 80 e tutto ciò che di più strano la mia testa puó tirare fuori!

Non vediamo l’ora! Grazie Matteo, ci vediamo sabato!

Grazie a voi!

 

 

 

 

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