Margherita Vicario: il live nei panni dei cantastorie

polpetta
Tempo di lettura: 3' min
18 luglio 2019
Review 4 U
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Cinema, teatro, musica, spettacolo; figlia d’arte e autodidatta, sempre in continua formazione: la Vicario è tutte queste cose, e assistere al suo live è stata una botta di vita

Dal 3 al 7 Luglio il Parco delle Caserme Rosse ha ospitato, a Bologna, l’Oltre Festival, con una line up variegata che accosta nomi come Noyz Narcos a Motta; riservando, tutti i giorni, un’area gratuita per l’esibizione di artisti, dai più emergenti a quelli già affermati: abbiamo ascoltato sul Covo Stage, tra gli altri, Angelica, Nostromo, Tananai, Irbis37, Cardo, Fosco17. Il 6 luglio tra gli artisti che hanno calcato il palco c’è stata anche Margherita Vicario.

Ph. Francesca Susca

Sono passate da poco le 20 e Margherita arriva sul palco, a farle compagnia il sole che sta tramontando e un pubblico sempre più curioso che piano si avvicina. A dividere il palco con lei Alessandro Pollio, che la accompagna alla tastiera, mentre lei si divide tra musica, canto e ballo. Coinvolge il pubblico con il suo carisma: è magnetica, e le basta poco per catturare l’attenzione delle persone. 

La scaletta si apre con “Quello che non hai”, una cover di Bianco (i due artisti hanno già collaborato in passato e Margherita parla di lui con affetto), e alterna brani presi dal primo album, Minimal Musical a lavori più recenti, tra cui gli ultimi due singoli: “Mandela” e “ABAUÈ, morte di un trap boy”.

Sicuramente di fronte alla sua esibizione si percepisce molto lo stampo della formazione teatrale, portata con convinzione da Margherita: ha una bella presenza scenica, i suoi brani sfociano nel racconto, e la cantante stessa li anticipa contestualizzandoli. Così, quando è il momento di “Per un bacio”, spiega: ci troviamo ad una festa, un uomo e una donna, e uno scambio di sguardi. Con ironia racconta gli stereotipi e le dinamiche tipiche di un incontro in un bar: 

“Bevi? O ti annoi? / No per niente mi dispiace che sia questa sempre l’impressione / Insomma cosa pensi? / Di sicuro intorno al mio cervello sente il rombo di un trattore / Dimmi, di che vivi? / Ecco là è arrivata questa è la domanda da un milione, non la so”. 

È da apprezzare la capacità dell’artista di trattare dei temi più disparati sempre con leggerezza, quasi “sollevandosi sulla pesantezza del mondo”, per ricordare i pensieri di Calvino. Ed è soprattutto durante i live che traspare la sua semplicità, anche quando canta di razzismo e violenza sulle donne per mano delle autorità (“Mandela”): 

Non è che temo gli indiani oppure i rumeni/ Quelli che dormon per strada il più delle volte sono i più sereni / A volte li fermano i carabinieri / Ma se fermano me / Che ho bevuto non proprio del tè / Magari son bionda e parlo anglais / E son cazzi amari, cazzi in divisa / Oh cazzo che sfiga / Questa è l’Italia che odia l’indiano che mette benzina.” 

Ph. Francesca Susca

L’artista coinvolge il pubblico e lo fa ballare, ripetendo più volte questo ritornello quasi folkloristico, di fronte al quale non è accettabile vedere le persone ferme; con poco riesce a portare questa ventata di freschezza e spensieratezza, mentre la canzone termina lanciando a tutti un bello spunto riflessivo: 

Manila, Praga, Tirana, nasci in Angola, muori in Padania”. 

Ancora con le frasi di Mandela che ci risuonano nella testa, Margherita presenta il prossimo pezzo, “ABAUÈ morte di un trap boy”, prodotto da DADE, che richiama, toccandolo trasversalmente, quel sound che si sta affermando nella scena musicale attuale. L’intento è sempre quello di portare le persone a riflettere, ma mantenendo quella sospensione che è propria della scrittura dell’artista, che la porta a fluttuare sui temi che tocca. Così su suoni che ricordano una danza funebre, Margherita si veste ancora una volta con i panni dei cantastorie: 

Sul comodino lo sciroppo/ Attento che poi il troppo stroppia / Si è appeso al muro con un cappio / C’è un’ambulanza già sull’Appia/ La madre ha perso ogni speranza / E il padre chiuso nella stanza /E tutti i soldi ancora lì.

La cantautrice ha annunciato da poco l’uscita, il 12 luglio, del nuovo singolo (“Romeo”) realizzato in collaborazione con Speranza; attualmente è impegnata in un tour estivo, che la vedrà calcare i palchi di diversi festival fino a settembre. Dopo aver assistito al suo live posso dire che aspetteremo con ansia l’uscita del suo secondo album, a cui sta lavorando; gli ultimi due singoli pubblicati sicuramente riflettono la poliedricità dell’artista e mostrano già un’evoluzione in positivo rispetto al primo album, del 2014. Per farci un’idea più precisa, allora, non ci resta che aspettare; nel frattempo, andate a sentirla live. 

 

 

 

PAROLE DI CHIARA GARUSO • IN COLLABORAZIONE CON FUTURA 1993

 

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