Cafeloco e la vera essenza del clubbing emiliano

tms
Tempo di lettura: 2' min
15 novembre 2019
Review 4 U
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É difficile poter spiegare con le parole questo concetto, ma ci provo lo stesso: il club è una seconda casa, dove la musica e il divertimento solo gli unici fili conduttori della serata

 

Dopo essere stato chiamato a seguire per tutta la stagione invernale i ragazzi di Cafeloco, e dopo averli già incontrati a due feste estive (il boat party sul Po, e la dodici ore sui colli reggiani), cosa aspettarmi avendo vissuto due party così? Semplice, ho potuto vivere nuovamente la vera essenza del club.

É difficile poter spiegare con le parole questo concetto, ma ci provo lo stesso: il club è una seconda casa, dove la musica e il divertimento solo gli unici fili conduttori della serata. E non conta chi sei fuori dal locale, non importa la tua estrazione sociale, perchè il club è tutto tranne che classista. Il club è una famiglia eterogenea di persone le cui anime battono solo per la musica. Fidatevi, ultimamente è molto difficile soprattutto in Italia  riuscire a trovare posti simili. Però se capitate dalle parti di Reggio Emilia, Cafeloco è la serata che fa per voi. Circa settecento persone al massimo, le luci che servono un impianto da paura e il gioco è fatto. Poche pretese ma decisamente una grande resa.

Dato che la musica è il perno centrale del club è d’obbligo chiarire che non c’è differenza, o quantomeno non c’è un gradino tra guest e resident, dato che tutti coloro che si mettono le cuffie dietro la consolle si impegnano a tal punto che la pista è costantemente rovente. La guest prefissata per l’evento di Halloween (che notoriamente è una delle date di maggior affluenza nei locali) era Max Chapman, il quale a causa di una coincidenza arrivata in ritardo non è riuscito a prendere il volo per essere al cafeloco in tempo. E sfido qualsivoglia organizzatore a non andare nel panico ma non è che il risultato sia cambiato di molto, anzi. Approfittando della “defaiance” della guest, i resident dj (Wael, True Love Hensemble, .HE, Low Reef e A-Aren) hanno picchiato duro fino a chiusura facendo colare anche il trucco più spesso.

Per quello che sta vivendo la scena italiana delle discoteche, un momento sicuramente di evoluzione  ma anche e soprattutto di crisi (non solo economica ma anche identitaria), Cafeloco rappresenta probabilmente una delle poche “mosche bianche” in circolazione. Una realtà che non sembra figlia dei tempi odierni ma che mantiene tutte le carte in regola per essere chiamata club.

Detto questo non rimane che aspettarvi alla prossima data, prevista per il 22 novembre con il ritorno di Hito.

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