10 Consigli per vivere l’Ortigia Sound System Festival

eis
Tempo di lettura: 4' min
4 agosto 2019
News, Review 4 U
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L’Ortigia Sound System Festival si è concluso e, come ogni anno, torniamo a casa con il cuore pieno di emozioni, incontri e, soprattutto, ricchi di musica di qualità.

Quest’anno in particolare abbiamo assistito ad alcune performance (come il live di Ross From Friends, il back to back tra Lamusa II e Elena Colombi, il concerto dei Kokoko e la nottata al KMO con la Pearson Sound) uniche, chiara conferma che Germano & Friends ce l’hanno fatta: Ortigia Sound System Festival non ha nulla da invidiare ad altri festival europei (ha da insegnare in tema di logistica e sostenibilità, semmai). La sensazione, all’OSS, è quella di essere dei prescelti perché presenti a un momento interamente dedicato alla Bellezza (non a caso inaugurato dal boat concert di Colapesce). 

È impossibile parlare di così tanta Bellezza in un solo articolo. E forse, a dirla tutta, non vogliamo nemmeno farlo.
Significherebbe ridurre l’esperienza di Ortigia ad un cumulo di parole che, per quanto belle, non potranno mai trasmettere il reale valore di questo piccolo (ma immenso) boutique festival: il Sentimiento Nuevo è da provare almeno una volta nella vita.
Ci permettiamo solo di dare 10 consigli a chi, nelle edizioni a venire, arriverà all’Ortigia Sound System Festival per la prima volta.

1. ANDATE AL BOAT CONCERT DI APERTURA

Dedicato ai fortunati che arrivano giovedì, giorno in cui da tradizione c’è un particolare concerto acustico sulle barche. L’anno scorso erano le Nouvelle Vague, quest’anno: Colapesce, il talentuoso cantautore siciliano che parla di Bellezza “a casa sua”. WOW.

2. STUDIATE LA LINE-UP

Dovrei dire che tutti gli artisti sono assolutamente da ascoltare. Ed è cosi, ve lo giuro.
Ma se volete vivere anche un po’ di mare e un po’ di cibo nella bella Ortigia, dovrete selezionare. Noi di Polpetta l’abbiamo fatto: Kokoko per l’energia incredibile, Neon Indian per la tecnica assoluta, Ross from Friends per il live denso di sonorità e sorrisi, Lamusa II perché è il vero Maestro, la Pearson Sound in generale per essere una sicurezza in tema di after. Giorgio Moroder perché è tradizione, Danielle perché è novità.

3. CONOSCETE, INCONTRATE, CONDIVIDETE

19000 persone ad Ortigia che per circa una settimana hanno condiviso festa, casa, emozioni e miracoli (perché si: alcuni concerti erano puri segni divini). 19000 fratelli. Un’unica famiglia. Questo è il bello di Ortigia, il vero valore: tutti si conoscono, tutti si scoprono, tutti si vogliono bene sotto l’unico denominatore artistico. Vi faccio un esempio dei miei incontri: alle 7 di mattina, post-Boiler Room, stavamo divorando cibo ad un bar locale. Ad un tratto è arrivato big Devon Miles (mc della boiler room per quella serata) che ci ha raccontato la sua vita davanti ad un arancino. Pura poesia.

4. PERDETEVI. SEMPRE.

Il tema dello smarrimento è una chiave di successo ad Ortigia. Ortigia è bellissima, e perdersi in mezzo alla sua magia e alla sua gente è ancora più emozionante. L’esperienza più mistica è tornare dall’after e andare a fare un giro per l’isola deserta, magari chiudendo con un tuffo in acqua. Esplorate il Sentimiento Nuevo che domina l’Ortigia di sera, perdetevi in mezzo alla gente ma cercatelo anche nel silenzio della mattina: ascoltate i suoni degli alberi vicino alla fonte Aretusa. Non ve ne pentirete.

(continua sotto)

Ross From Friends & Band @ OSS2019 

5. INCONTRATE LA SICILIA

Cosa rende immensamente bella la Sicilia? I posti e la gente. Per questo ogni anno cerchiamo di infilarci in qualche nuova compagnia, ed è sempre un orgasmo relazionale. Un esempio veloce veloce: ho conosciuto il grande Giorgio, un Siciliano doc, che mi ha portato a bere in un antico maniero nobiliare con la sua compagnia di pazzi. Grazie a lui ho conosciuto Martina, una donna piena di energie. E’ un medico, ma anche pseudo-ballerina e, soprattutto, la capa del funclub di Liberato. Ed è di Catania (ndr: tecnicamente fa la guardia medica a Gela). A Ortigia ho conosciuto la dottoressa catanese capa-fun di Liberato. Vi giuro: non me lo sarei mai aspettato.

6. ANDATE AD ALMENO UN TALK.

Da un paio di anni l’OSS presenta anche una serie di talks con artisti del festival o esterni. Noi, ad esempio, abbiamo assistito a un incontro sulla #DIVERSITY con Elena Colombi, Emmanuele Coccia e, a sorpresa, la crew dello Sea Shepherd. E’ stato emozionante. Un anziano signore siciliano a un certo punto ha dato la sua visione su cos’è il cambiamento e la diversità; le ragazze di Sea Sephard hanno letteralmente emozionato il pubblico con il loro cuore aperto e Germano Centorbi ha spiegato cos’è il Sentimiento Nuevo.

7. NON PERDETEVI IL KM0.

Lo so, a fine giornata sarete esausti e vi verrà voglia di andare a dormire. Niente di più sbagliato: alle 3 inizia il vero gioiellino, l’after party al KM0. E’ l’asso nella manica dell’OSS non solo per la location, inserita in un casolare immerso nella natura, ma anche per la scelta musicale: questa edizione, per capirci, ha visto un’intera nottata dedicata alla Pearson Sound (aperta da Ben Ufo e Pangea) e un magnifico b2b di 3 ore di Lamusa II e Elena Colombi.

(continua sotto)

8. MANGIATE, MANGIATE, MANGIATE.

Lo so, è scontato, ma va detto: la bellezza di essere ad un festival siciliano è anche la presenza estrema di cibo ottimo di tutti i tipi. Io ho un debole per il pesce e, appena arrivato, mi sono lanciato in un piatto di Gamberoni violi di Mazara freschissimi (da “Oz & Cappuccio”). Ma le alternative che offre Ortigia sono tantissime: dal super-panino di 18kg all’antico mercato alle Ostriche con vino, dagli spaghetti con pesto di pistacchio e vongole agli innumerevoli dolci. Esplorate la cucina siciliana in tutte le sue forme, fregatevene dei kg in più: questo non è il posto in cui pensarci.

9. LA BOILER ROOM.

Oltre a Danielle, la Boiler Room in generale è stata “un’incredibile Connessione” (ma non più degli after*) con uno show onirico di Jerusalem in My Hearth, una performance ai limiti dell’umano di Lamusa II e un set perfetto di Call Super. A chiudere, un Virgil Abloh per cui, forse, l’Italia non è ancora pronta (troppi selfie, troppi lì per la persona influente e pochi a guardare l’artista). Il tutto guidato dall’MC dell’Isola, mr Devon Miles.

10. TUTTA ORTIGIA È UNA FAMIGLIA. 

Angelo, Marco, Giorgio, Marta, Germano, Leo, Chicco, Enzo, Sara, Anna e molti altri. Sono tutte persone a cui mi sono legato molto durante il festival. Sono tutte persone che ho abbracciato e che, a dirvela tutta, un po’ mi mancano.

Ortigia Sound System è una grande famiglia che va sempre celebrata, unita nel Sentimiento Nuevo impresso indelebilmente in ognuno di noi. Alla prossima, Ortigia!

Luca Eis

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