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VII Circle – Archetype EP (REM001)

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Il duo VII Circle ritorna sulle scene con un EP sensorialmente devastante dove oscurità e purezza sono i due punti cardine su cui viene riprodotto l’Archetipo della musica elettronica.
Archetype EP celebra, con la sua uscita la fondazione dell’etichetta RAPID EYE MOVEMENT, un EP a cura di VII Circle, il duo composto da Andrea Vallisneri ed Andrea Casari che nella composizione divengono un’entità unica i cui movimenti musicali provengono dalla tenebra profonda, animalesca e vitale del club.
Archetype EP
può essere considerato manifesto e dichiarazione d’intenti di RAPID EYE MOVEMENT, per una ricerca di un sound che colpisce nella sua immediatezza e versatilità ma che, all’ascolto si districa in passaggi onirici, complessi ma misurati facendo vibrare le corde più nascoste dello spirito.
La traccia d’apertura, quell’Archetype che dà il nome all’EP, trascina lo spettatore in un luogo in cui sono presenti solo gli elementi più puri della musica elettronica. Ritmo, suono ed oscurità. Quel buio fitto percorso da luci stroboscopiche, che tutto mostra e tutto nasconde, materia biologica essenziale per l’esistenza stessa del clubbing, viene resa da VII Circle in maniera organica sulla traccia mentre la cassa dritta spinge senza sosta nel suo incedere familiare ed ipnotico.
L’ascoltatore può chiudere gli occhi e trovarsi direttamente lì, in mezzo ad una folla persa nel buio della sala, spinta ed attirata verso la musica della console come una falena viene attirata dalla luce. VII ricrea con questa traccia il primo esemplare, assoluto ed autonomo del rapporto fra ascoltatore e DJ.

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Alpha, che condivide lo spazio del side A con Archetype ne condivide anche la ritmica in un moto di ipnotica continuità che ha lo scopo chiaro di non spezzare l’illusione venutasi a creare finora. Alpha sorprende l’ascoltatore in maniera sottocutanea, con eleganti arpeggi cristallini, bagliori nell’impietosa assenza di luce, dando prova della maturazione artistica di VII Circle la cui sperimentazione con il suono si concretizza nel tenere inchiodato l’ascoltatore, rendendolo partecipe delle evoluzioni e delle più sottili sfumature di una composizione dai molteplici strati ma in cui tutto è misurato in favore di una straordinaria atmosfera.

Il B Side di Archetype EP verte, invece, su sonorità più cinematografiche e concettuali. “Nobody Can Escape From Himself” decreta la caduta del beat, che svanisce senza traccia ne ricordo. Rimane il buio, e sonorità fredde, struggenti e drammatiche. La frenesia ipnotica scompare, lasciando l’ascoltatore con se stesso per quattro minuti e 36 secondi di profonda, suggestiva riflessione. Un’esperienza sensoriale intima dalle influenze cinematografiche vicine allo sci fi più concettuale.

Completano l’EP il remix di “Nobody can escape from himself” di Keith Carnal e il remix di “Alpha” di Farrago (Farrago’s Tool). Il remix di Keith Carnal, arriva di risposta diretta alla conclusione dell’original mix, riproponendo il concept originale ma inserendo un beat animalesco, intenso e concitato. La visione di Carnal è più ossessiva, ingrandendo e moltiplicando la forte aura emozionale del brano originale, forte della competenza tecnica di Carnal in quella materia complessa che è la Techno. La reinterpretazione di Alpha a cura di Farrago, invece, prende la via opposta, acuisce gli elementi cinematici e space age, appena accennati nell’original mix, creando suggestioni cosmiche ed orrorifiche in pieno raccordo con lo spirito del B Side di Archetype EP.

Come bonus digitale all’EP conclude l’esperienza Archetype un altro remix di Alpha a cura di Farrago, una vera sorpresa che riprende i canoni primigeni della Techno riportando sulla scena la cassa dritta di Archetype, completando una rivoluzione che riporta l’album al punto di partenza. Archetype è un viaggio sensoriale in una tenebra da cui non si vorrebbe più uscire, lasciarsi andare all’ipnosi delle composizioni di VII Circle diventa naturale e assuefacente.

Nel momento in cui il vinile inizia a suonare siamo tutti di nuovo in quell’habitat oscuro e caotico che è il dance floor, appena sotto la console, accecati da fasci di luce che tagliano l’oscurità, illuminando folle di nostri simili, tutti indirizzati e trascinati verso la console, pronti a perdere le proprie inibizioni e a lasciarsi avvolgere dalla più pura e cristallina forma musicale, l’archetipo della musica, aggiornato al ventunesimo secolo.


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"Vivere l'estremo, il brutale, il sublime, il grandioso e l'assurdo per farvelo gustare in parole scritte. La mia condanna, il mio destino, la mia vita."


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