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SòNAR 2017 — FLOORPLAN [focus on]

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 ph: Pablo Bustos 

Non sempre si sente parlare, o in questo caso si sentono suonare dj aventi quella che si potrebbe chiamare una vera e propria “doppia identità”. Floorplan infatti è lo pseudonimo house del più famoso Robert Hood, una delle anime techno di Detroit più conosciute nella scena musicale attuale, ma anche e soprattutto del passato. 

Robert Hood ha un background fortemente soul, suo padre era un trombettista jazz e la madre faceva parte di un gruppo RnB, ed è inoltre imparentato con Berry Gordon, fondatore della Motown Records. Nome derivato dall’abbreviazione di Motor Town, in quanto Detroit era la città dei motori per la presenza di numerose aziende e officine automobilistiche, nasce all’inizio del 1959 e tra i famosi artisti che hanno registrato su questa etichetta ricordiamo The Jackson 5, Stevie Wonder, Marvin Gaye, Diana Ross e molti altri ancora. 

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 ph: Pablo Bustos 

Nei primi anni Novanta fonda assieme a Jeff Mills e “Mad” Mike Banks la Underground Resistence, etichetta discografica diventata un manifesto ideologico della seconda ondata di Detroit techno. Iniziando a lavorare sempre di più per conto suo, collabora su alcune delle prime uscite sull’etichetta di Jeff Mills, Axis con “Tranquilizer EP” e “Drama”. Il minimalismo dei suoi lavori sulla Axis di Jeff Mills e sulla sua M-Plant, è stato importante per il percorso della techno nel corso della fine degli anni Novanta. 

La sua etichetta M-Plant, nel suo minimalismo, riflette il grigio della sua Detroit, che trova descrizione nel suono di una Roland Juno. Nasce nel 1994 ed è ciò che lui descrive come quello che avrebbe sempre voluto sentire: il suono crudo. Un groove funky, percussioni, bassi e solo l’essenziale per far ballare la gente. 

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 ph: Khris Cowley

Robert Hood ha diversi pseudonimi, ma il più conosciuto fra questi è sicuramente quello di Floorplan. E’ il progetto attraverso cui ha potuto dare sfogo alla sua anima soul; nato nel 1996 e ripreso solamente alla fine degli anni 2000 con l’incisione di “Paradise”, nel 2013. E’ da meno di due anni che Floorplan diventa un duo, composto da Robert Hood e la figlia Lyric. Insieme incidono “Victourious”, album dai suoni house, dalle voci gospel e black. I suoni non possono che far ballare, e tracce come “Tell You No Lie” e “Mmm Hmm Hmm” ne sono la dimostrazione. 

Lyric Hood cresce con le canzoni di Micheal Jackson, Prince, James Brown, ed è circondata da questo tipo di musica. Si avvicina al mondo del djing all’età di 16 anni, osservando suo padre lavorare in studio e ammirando il suo essere camaleontico, avendo progetti molto diversi fra di loro. Dopo avergli fatto sentire alcune sue idee, i due si ritrovano in studio assieme. Apprezza i suoni house, old-school, Chicago e minimal Techno. 

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ph: Phlame

E’ sicuramente un duo curioso e unico nella storia del dancefloor e non possiamo che aspettarci grandi cose viste le loro produzioni. Il loro set più acclamato è sicuramente quello della scorsa edizione del Dekmantel. Qui possiamo osservare una Lyric inizialmente un po’ timida e forse a causa delle telecamere anche un po’ impacciata, ma che poco a poco si lascia andare, facendosi trasportare dai suoni house e funky che caratterizzano il loro set. Ad un certo punto del set viene inquadrato Ricardo Villalobos, che guarda intenerito il duo, perché oltre che a far saltellare, può solo intenerire vedere un padre e una figlia fare una cosa così bella assieme. 

Per la prima volta al Sonar con un live, siamo molto curiosi di sapere come ci faranno ballare, perché sicuro è che ci faranno ballare, e tanto!

words by Phlame




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