PVP – Faith No More: Midlife Crisis.

md-romero
Tempo di lettura: 3' min
27 dicembre 2017
POLPETTA VIDEO PASSION

MTV92

Nel 1992 usciva Angel Dust, album che ha consacrato la band Faith No More e il suo frontman Mike Patton, alla dovuta gloria grazie ad uno stile dissacratorio, una mescolanza continua di generi musicali e stili, padronanza compositiva ed una dose non indifferente di cattiveria. Riconosciuto come uno degli album più influenti della storia, Angel Dust è un must have in ogni libreria musicale che si rispetti. A distanza di 25 anni l’album risulta ancora fresco, entusiasmante e divertente, ben lontano da altri prodotti di culto la cui valenza nostalgica maschera la pochezza qualitativa (Ho promesso di non fare nomi, siamo a natale, siamo persone buone. Non scatenerò polemiche se dirò che mi sto riferendo ad un sosia del comico britannico Benny Hill).

Ad ogni modo, il genio provocatorio di Mike Patton si fa sentire in tutta la sua cattiveria, sia sul palco che durante la composizione. E’ la primavera del 1992 quando Patton, compone un brano dal titolo provvisorio Madonna. Secondo quanto raccontato da Patton (e noi siamo inclini a credergli) era un periodo in cui si assisteva in TV ad un bombardamento da parte di immagini della popstar Madonna fino allo sfinimento: detta con parole sue: “I think it was a particular time where I was being bombarded with her image on TV and in magazines and her whole shtick kind of speaks to me in that way… like she’s going through some sort of problem. It seems she’s getting a bit desperate”. Inizia  Le considerazioni di Patton nei confronti della popstar trovano terreno fertile in un contesto più ampio, una riflessione sul crearsi emozioni e stati d’animo non genuini, essere volutamente ed esageratamente emotivi, ai falsi stati d’animo Und So Weiter.

Questo stato d’animo dà alla luce il brano Midlife Crisis il cui pubblico giovanile ha subito associato all’affacciarsi all’età adulta, ai concreti problemi di essere membro produttivo della società e ne ha fatto un silenzioso inno contro il sistema, lavora datti da fare, accantona per il pensionamento, sposati fai figli invecchia e muori. Interpretazione erronea? non esattamente, dato che gli anni 90 sono stati percorsi da questo spirito antiborghese di cui abbiamo parlato nelle puntate precedenti  è naturale che il senso di Midlife Crisis venga trasfigurato dallo spirito del tempo arricchendosi di una ulteriore valenza sovversiva rispetto agli spunti che riguardavano esclusivamente quella tendenza a costruire emotività fasulle, spesso anche indotta dal media televisivo, macchina di propaganda dello spirito consumista che gioca con il nostro spettro emotivo con scopi puramente commerciali.

E come tutti i pezzi sovversivi che si rispetti, il buon Midlife Crisis è corredato di un video musicale, sparato fra Smell like Teen Spirit dei Nirvana e lo spot della Crystal Pepsi, diretto da Kevin Kerslake (mestierante, autore di video clip di band come gli Smashing Pumpkins, Rancid, Nirvana e altri ancora). Il video mette in scena la performance, blurrata della band. Il volto di Mike Patton si vede inquadrato in primo piano nella parte bassa dello schermo, lo sguardo rivolto verso l’alto come se cantasse da terra. Le scene sono virate in Blu e rosso, e si possono vedere alcuni riferimenti cristiani con chiaro intento dissacratorio fra cui un gruppo di chierichetti alternato ad una scena, non esplicita di squartamento. Per chi non ne fosse a conoscenza, lo squartamento in origine segnalava una pratica molto in voga nel medioevo che consisteva nel legare ciascun arto del condannato (solitamente per tentato o riuscito regicidio) a un cavallo. Questi venivano fatti tirare ognuno in una differente direzione con il risultato che il corpo del condannato veniva smembrato in quattro parti (squartamento da quarto appunto.) per questa scena il video venne censurato e provocò le solite polemiche di rito. Il brano presenta anche campionamenti da Car Thief dei Beastie Boys e da Cecilia di Simon and Garfunkel.

Due ultime curiosità prima di lasciarci per quest’anno. La prima è che Mike Patton, dopo l’esperienza dei Faith No More, ha soggiornato per lungo tempo a Bologna dove ha sperimentato altri generi musicali fra omaggi alla musica italiana degli anni 50 e 60 nel suo album Pranzo Oltranzista del 1997 e nel seguente Mondo Cane (riferimento al docufilm di Jacopetti, Prosperi e Cavara del 1962, musicato dal maestro compianto Riz Ortolani che fu anche compositore del Cannibal Holocaust di Deodato) del 2010.

La seconda è che il buon Patton, durante un tour del 1991 dove i Faith No More affiancavano i Guns n’ Roses, fosse spesso ai ferri corti con un membro della band californiana non ben definito ma che, ci dicono dalla regia assomigliasse in maniera lampante al comico britannico Benny Hill i cui diverbi partivano da chi avesse il range vocale più ampio. Patton, ha confessato in una recente intervista di aver defecato più e più volte nel succo d’arancia di tale individuo di cui non faremo il nome, oltre ad aver commesso altre birbonate ai suoi danni non sopportando il suo egocentrismo. Direi che possiamo concludere quest’anno dicendo “WE LOVE YOU, MIKE PATTON”

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