PVP: Caparezza – Io diventerò qualcuno

md-romero
Tempo di lettura: 3' min
14 marzo 2018
POLPETTA VIDEO PASSION
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Anno del signore (quale decidetelo voi) 2009. Siamo alle ultime battute dell’era Berlusconi e la crisi economica colpisce come un fabbro sull’omino medio che inizia di riflesso a temere che forse, quel Porsche Cayenne turbo e il nuovo Iphone non può poi permetterseli davvero. 2009 e Caparezza, il rapper divenuto celebrità grazie al singolo “Sono fuori dal Tunnel” vero e proprio tormentone che nessuno ha mai realmente capito, sforna un altra perla, un altro tormentone che, non dissimilmente dalla ballata di Mackie Messer della DreiGroshenoper di Brecht, verrà cantato e ballato da folle ignare di essere l’oggetto stesso della canzone.

“Io diventerò qualcuno, non studierò, non leggerò, a tutti voi dir di no. Ecco perché diventerò qualcuno. Se vuoi parlare un po’ con me ti devo addare al mio MySpace” così recita il ritornello, in un dejà vu che rimanda al Pinocchio della Walt Disney. Una nenia burattinesca che ricorda il brano “I’ve got no strings”, una realtà da carrozzone, baracconesca e tragicomica.

MySpace è divenuto una reliquia della rivoluzione informatica ma il senso è chiaro. Caparezza ironizza sui fenomeni da social, sulle tigri della tastiera di raro qualunquismo, su quei membri della società italiana e non, spesso privi di alcun tipo di preparazione. Un’umanità desiderosa di lasciare l’anonimato, di distinguersi dalla massa ed ergersi a baluardo di superiorità. Ecco, quindi, ragionamenti di un qualunquismo disarmante acquistare importanza nel marasma delle informazioni non filtrate della rete. Ragionamenti per assoluto che si scontrano ad altri ragionamenti per assoluto in corsa per l’approvazione della massa e di conseguenza in corsa a raggiungere il minimo comune denominatore. Un processo che porterà qualche anno dopo, all’avvento dei Meme.

Caparezza, in veste di presentatore di un talent show per bambine, chiaro rimando a quella malata cultura tutta americana impregnata di un sottobosco di pedofilia delle child beauty pageant, spara le sue sarcastiche rime sul mondo dei leoni da tastiera, di chi a colpi di indignazione, di ostentazione della propria (non) cultura e non senza un barile di superbia, si erge a novella celebrità. “Io diventerò qualcuno” e quelli che lo professavano nel 2009 ora qualcuno lo sono davvero, con tutto quello che implica. Novelle rockstar della rete che diventano voci autorevoli, giudici giure e giustizieri, perfino membri del governo, da Donald Trump a Er Faina, da Selvaggia Lucarelli a Beppe Grillo. I nessuno della rete, gli uomini qualunque della vita reale sono divenuti colossi grazie alla loro mancanza di capacità di critica, alla loro mediocrità culturale, alla loro opinione spicciola che ragiona per assoluti. Non saranno ricordati nella storia come dei vincitori, non saranno ricordati affatto (si pensi alle meteore Dipréiane o a youtuber come Yotobi o “””musicisti””” come i Gem Boy) ma a questo loro non importa. Il loro scopo era Diventare qualcuno, ergersi sulla massa dei loro simili e scavalcare menti straordinarie e uniche. Dimostrare che loro possono e gli altri no, in un egoismo becero che li vede venduti al miglior offerente pur di vincere una volta nella vita, sia anche solo una discussione con altri nessuno online.
Caparezza ci traccia con le sue rime il ritratto del piccolo borghese qualunque, l’omino che va fiero della sua ignoranza professando di essersi laureato all’università della vita (o della strada a seconda dei casi) che pensa di pancia e si crogiola nel tepore dell’assoluto della sua realtà allontanando ogni capacità di dubbio.

Alla luce del ventunesimo secolo, l’uomo di Caparezza è ancora in maggioranza schiacciante rispetto ad un individuo di cultura, capace di raziocinio e di pensiero critico ed ora più che mai ha una voce. Una razza umana erroneamente catalogata in maniera snob dagli intellettuali come massa ignorante da stigmatizzare, svilire e perseguitare e che, nelle ultime elezioni ha dimostrato il suo peso politico e i suoi numeri. Non è un caso che nel talentshow del video di Io diventerò qualcuno, il pubblico sia gremito di alti prelati, politici, ufficiali dell’esercito e starlette. Il mediocre piace alla politica perchè si vende senza problemi per i warholiani 5 minuti di celebrità.

 

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