PVP: Akira – capolavoro visivo e sonoro del cyberpunk

md-romero
Tempo di lettura: 3' min
11 aprile 2018
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Ritorna Akira. Il film d’animazione che oscilla fra cyberpunk e misticismo ritorna nelle sale il 18 Aprile 2018 in Italia con un nuovo doppiaggio.

Ritorna Akira, nel 2018, a trent’anni esatti dall’uscita originale. Il film, scritto e diretto da Katsuhiro Otomo, che ha rivoluzionato il mondo del cinema e l’immaginario collettivo al pari di Blade Runner (i due film sono spesso accostati) può essere di nuovo apprezzato sul grande schermo.

Siamo nel 2019, Neo Tokyo è una metropoli piagata da criminalità, rivolte, tossicodipendenza. Bande di motociclisti si massacrano in scontri ad alta velocità nella città vecchia, le cui rovine sono state provocate da un’esplosione che ha dato inizio alla terza guerra mondiale. In questo clima il governo manda avanti il progetto AKIRA, sequestrando bambini e giovani ragazzi, e sottoponendoli ad un processo che li trasformerà in bombe umane. Fra questi c’è il teppista tossicodipendente Tetsuo, la cui natura profondamente ribelle lo porterà a seminare il caos nella metropoli, diventare oggetto di adorazione di membri del culto di Akira, vero e proprio messia del ventunesimo secolo, e a causare l’apocalisse.A frapporsi fra Tetsuo e l’onnipotenza c’è solo Kaneda, amico d’infanzia di Tetsuo e capo della banda di motociclisti.

Una storia tremenda, impietosa, profondamente attuale e visivamente scioccante, ricca di tematiche fra cui lo spettro della guerra nucleare, lo sfruttamento dei giovani da parte del governo, la manipolazione genetica e tecnologica e la metropoli come gabbia di metallo e cemento, sconfinata e impietosa. Akira è nella top ten di chi sta scrivendo, assieme ad Apocalypse now! e Dawn of The Dead. Ciò che manca al capolavoro di Otomo è solo la profondità narrativa del Manga, di più ampio respiro, soprattutto nei risvolti più politici e mistici, e con una seconda parte che sfocia nel post atomico fra le rovine di una Neo Tokyo devastata dalla manifestazione di Akira. Manga che, per chi come il sottoscritto aveva visto il film negli anni 90, con il doppiaggio italiano, era necessario per comprendere la vicenda.

Il doppiaggio italiano originale, seppur contenendo una straordinaria recitazione vocale molto convincente, sconvolgeva totalmente il parlato originale, soprattutto nelle parti più complesse, dove si andava a spiegare i fenomeni e la politica nella vicenda, fra cui l’origine del potere che si risveglia in Tetsuo, la natura di Akira, il colpo di stato attuato dal colonnello e molto altro ancora.

Ma la potenza visiva di Akira ha, da sempre, messo la trama in secondo piano, soprattutto alla prima visione del film. Quello che tiene lo spettatore incollato, con gli occhi fissi sullo schermo è l’immagine, l’azione, la violenza, i personaggi straordinariamente epici e ben costruiti e non da meno le musiche.

La colonna sonora di Shoji Yamashiro eseguita dai Geinoh Yamashirogumi è un cult unico. Non esistono sonorità uguali in nessuna altra produzione artistica. Dalla frenesia di Kaneda con i suoi xilofoni che dona vita alla Neo Tokyo in celluloide, passando per l’ansiogena Battle Against The Clowns, dove un respiro esausto è il principale strumento, fino alle sinfonie solenni, disturbanti e religiose di Tetsuo e Requiem, la colonna sonora di Akira è un’esperienza straordinaria, adrenalinica e coinvolgente.

La difficile, fino a pochi anni fa reperibilità del CD della Symphonic Suite Akira, ne fece una delle colonne sonore più masterizzate e rippate dagli appassionati in assoluto e a memoria d’uomo fu una delle prime colonne sonore ad essere reperibili su Napster.

Molti hanno omaggiato Akira nei decenni seguenti, da artisti come Perturbator in The Uncanny Valley (il primo brano, Neo Tokyo, in particolare), a Matt Stone e Trey Parker in South Park, fino a decine di prodotti Hollywoodiani per non parlare del Game Designer Hideo Kojima che per l’uscita del suo nuovo prodotto, Death Stranding ha calcolato le tempistiche di pubblicazione basandosi su Akira, dicendo che il gioco sarà pronto all’uscita nell’anno in cui la vicenda è ambientata.

Hollywood da tempo vorrebbe mettere in scena un live action di Akira, ambientandolo negli Stati Uniti. Non mi soffermerò sul discorso whitewashing o sulla mediocrità del prodotto che ne risulterebbe, soprattutto per il fatto che un prodotto come Akira non potrebbe più essere più rifatto se non in pallida copia come è stato per il recente Ghost in The Shell.

Akira rimane una parte della storia personale del sottoscritto oltre che della storia del cinema. Una pellicola profondamente sconvolgente, un capolavoro di animazione che può e deve essere riscoperto.

Una piccola curiosità in chiusura. In Akira il governo sta ristrutturando parte della città vecchia per ospitare le olimpiadi del 2020, una coincidenza interessante è che le olimpiadi del 2020 si terranno veramente a Tokyo.

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