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PRIMAVERA SOUND 2017 // UNO SGUARDO TUTTO ITALIANO

 

 

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Mentre scrivo questo articolo non riesco a fare a meno di pensare a quale sarà il modo migliore per vedere quanti più artisti possibili al Primavera Sound 2017, specialmente per il fatto che anno dopo anno la presenza di musicisti italiani diventa sempre più ragguardevole. Dopo aver già parlato QUI della line-up ufficiale uscita poco prima di inizio anno (e che a breve approfondiremo meglio), concentriamoci sui due artisti nostrani che si esibiranno sui palchi del Parc Del Forum, DJ TENNIS e IOSONOUNCANE.

Il primo, all’anagrafe Manfredi Romano, nato negli anni ’70 e cresciuto tra il New Jersey, la Sicilia e Parma, inizia ad avvicinarsi alla musica fin da giovanissimo, cantando e suonando in diverse band e facendo il dj nel tennisclub locale, sport del quale nutre una viscerale passione ed al quale dedica il suo moniker da artista, debutta ufficialmente nel 2012 con il brano “Make it Good”, a cui sono seguiti gli EP “Divisions Chirality”, “Convex” e “Local”. Ma Tennis non si occupa di soli dischi, è lui che dovete ringraziare per godere di festival come Elita e Dissonanze, oltre a dirigere dal 2010 la label musicale Life & Death che deve il nome alla proprietà maieutica del metodo socratico impiegato per portare  elementi definiti morti ad una nuova vita, con chiaro riferimento al potere ipnotico e fortemente induttivo della musica utilizzata nel processo mesmerico della cosiddetta brain therapy. Ora Life & Death è tra le etichette più stimate a livello mondiale, e vanta un roster di artisti Tale Of Us, Clockwork, Mind Against collaborando anche con nomi del calibro di Trentemoller, Dixon, Recondite, WhoMadeWho ed altri ancora. Al momento i suoi set registati durante le ultime edizioni del Burning Man, all’Output di New York, Boiler Room e ad Enter Ibiza sono tra i più apprezzati sulle piattaforme digitali, un talento decisamente eclettico pronto a scuotere il dancefloor del Primavera Sound, e lo troverete nella giornata di giovedì.

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Quanto ad IOSONOUNCANE, è il progetto del cantautore Jacopo Incani, sardo di Buggerru dove giovanissimo fonda la band Adharma con la quale produce l’album “Mano sui pulsanti” pubblicato nel 2011 e in free download dall’etichetta Trovarobato. Trasferitosi poi a Bologna intraprende il suo progetto solista e con l’ausilio di un campionatore e una loop machine da vita ad Iosonouncane. Nel 2010 pubblica l’album d’esordio “La macarena su Roma”, testi provocanti e ironici ma trattanti temi di caratura sociale come la precarietà, la disinformazione, il razzismo e la disparità sociale assecondati e dissacrati da vortici di loop e campionamenti vari. Dopo un periodo di silenzio nel gennaio del 2010 viene reso pubblico il suo secondo album in studio, “DIE”, opera più matura dalla quale traspaiono influenze cantautoriali da Battisti a Tim Buckley e che gli è valsa una candidatura alla Targa Tenco nella categoria “album dell’anno”. Al festival si esibirà nella giornata di venerdì, inutile dire che, a meno di accavallamenti imperdibili sul vostro programma, non dovete lasciarvelo scappare.

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Ma tralasciando i vari main stage, focalizziamo l’attenzione sulla programmazione del Primavera Pro, ramificazione del festival dedicata all’industria musicale per la quale siamo già a conoscenza di svariati nomi in calendario, ben 29 per l’esattezza, alcuni dei quali come al solito portanti bandiera italiana. Perciò accanto alla presenza di musicisti provenienti da dieci differenti paesi tra i quali Brasile, Cile, Cina e Corea del Sud, a rappresentare il nostro saranno ben tre artisti differenti.

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Wrongonyou, nome d’arte del romano Marco Zitelli, giovane musicista romano, classe 1990. Innamoratosi del folk e di tutta la discografia di Justin Vernon, comincia a scrivere brani intorno al 2013 ed a pubblicarli sul suo profilo soundcloud, i brani arrivano all’orecchio del professore di Sound Technology dell’Università di Oxford il quale lo invita a registrare quattro brani nei recording studios dell’università, gli stessi dove nel ’91 gli Shinding, oggi conosciuti come Radiohead, registrarono Manic Hedgehog. Lì nasce Hands, il primo demo che gli permetterà di fare tanti nuovi concerti, tra cui il festival Frammenti e Tutto Molto Bello, oltre che di condividere il palco con Lee Ranaldo dei Sonic Youth.

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Il secondo nome in calendario sono i bolognesi Shijo X, band nata nel 2009 con alle loro spalle un’infinità di concerti fra cui la partecipazione al Liverpool Soundcity 15, l’apertura dei concerti di Kaiser Chief e Paolo Nutini in occasione dell’Italia Wave Festival 11, e un concerto a San Paolo in occasione della festa internazionale del Comites. Un sound trip-hop il loro e di scuola Brixtoniana, riveduto e corretto in chiave sperimentale e personale. Hanno anche un videoclip all’attivo, Spiral, singolo del nuovo album che uscirà proprio a Maggio.

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Il terzo e ultimo artista italiano che si esibirà al Primavera Pro è Persian Pelican, progetto del marchigiano Andrea Pulcini. Già due album alle spalle, “These cats wear skirts to expiate original sin” del 2008 e “How to prevent a cold” del 2012 interamente autoprodotti, inizia a farsi conoscere dal pubblico per il suo songwriting intimista e che oltre al folk americano cita tra le proprie influenze il cinema iraniano e i melodrammi di Douglas Sirk. Fresco di un terzo Lp intitolato “Sleeping Beauty” e prodotto grazie alla collaborazione di tre etichette italiane quali Bomba Dischi, Malintenti Dischi e Trovarobato, l’album vede la partecipazione di numerosi ospiti tra i quali spicca l’inconfondibile voce del folksinger americano Tom Brosseau. Insomma, se non lo avete capito questo Primavera Pro ha tutti i presupposti per un’altra edizione imperdibile, sempre che siate capaci di organizzarvi a dovere tra un concerto e l’altro, perciò a noi non resta che augurarvi buona fortuna ma soprattutto, buon divertimento.

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"Osservatore, sognatore e viveur nel tempo libero. Perennemente in ritardo. Una specie notturna in via d'estinzione, capace di trovare poesia sul fondo dell'ultimo gin tonic.."


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