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Melt! Festival || 17 – 18 – 19 Luglio 2015 – Ferropolis

È il nostro primo Melt! e decidiamo di prendercela comoda.
Arriviamo due giorni prima dell’inizio del Festival a Berlino e ci godiamo i biergarten in versione estiva pieni di gente a mezze maniche che sorseggiano caraffe da Litro di birra locale ed inondano i giardini di chiacchierini : un vero spettacolo.
Venerdì prendiamo il treno dalla stazione di Hauptbahnhof in direzione Dessau. Un’ora e mezza fra le foreste della Germania e precipitiamo in un paesino piccolo, silenzioso e dalle sembianze fiabesche.
I turisti che si fermano a Dessau sono per lo più cicloturisti di una certa età; gli altri son di passaggio e sono quelli che hanno come meta finale Ferropolis, la location del Melt! Festival. Diciamo pure che sono abbastanza riconoscibili i turisti con direzione Ferropolis e noi siamo tra quelli.
Una volta giunti alla città del ferro rimaniamo letteralmente a bocca aperta. Di foto ce ne sono tante che hanno cercato di illustrare minuziosamente, nelle varie edizioni del festival, questa particolare locationmma vi assicuro che arrivarci ed addentrarsi è davvero inesplicabile.
I palchi sono molteplici e c’è musica per tutti i gusti.
Purtroppo il venerdì per alcuni inconveniente “tecnici” siamo entrati tardi al festival e purtroppo abbiamo perso la performance di uno degli uomini dell’estate l’uomo, Jamie XX. Inoltre siamo riusciti a vedere solo il finale dei Mogwai, un gran peccato.
Il primo artista che abbiamo ascoltato per interno è stato Marcel Dettmann che finito il set al Melt! si sarebbe recato immediatamente PANORAMA BAR (si si al Panorama avete capito bene, non al Berghain), ed infatti i toni ed i ritmi del tedesco erano leggermente più pacati del solito. Dopo di lui ci siamo goduti il live del geniale Nils Frahm che ogni volta ci incanto con la sua perfetta, precisa e minuziosa follia.

Infine ascoltiamo anche Chris Liebing e Alan Fitzpatrick che nello stage techno ci accompagnano fino all’alba.
Ma non è l’alba il momento che sancise la fine di una nottata di festa. Anzi da lì comincia un nuovo giorno ed è già ora di una nuova festa. I palchi principali del Melt! vengono chiusi per essere rimessi in ordine primi nuovi avventori diurni del sabato, quelli che probabilmente alla vista dell’alba hanno deciso di tornare nella propria tenda per concedersi qualche meritata ora di sonno. Per tutti gli altri appena fuori degli stage principali c’è un ultimo floor, lo Sleepless Floor, dove di primissa mattina troviamo un Job Jobse in splendida forma. Soprannominato l’uomo perfetto in quanto  il suo set da after è stato a dir poco impeccabile.
Arrivati tutti insieme i reduci del venerdì del festival in perfetto stile ZOMBIELAND trovano il caro Job già in consolle a cullarli con le sue melodie da primo risveglio muscolare. Sorseggiando la sua birra alza sempre un pò il ritmo, traccia dopo traccia, arrivando alle 8.45 (più o meno) sparando un Culoe De Song e la sua Y.O.U.D. che fanno ripartire in quinta la festa.
Sembra che qui tutti si siano scordati che è mattina, che LA festa c’è già stata e che bisogna ricaricare le batterie per il giorno seguente, fra l’altro solamente il numero 2. Noi decidiamo di salutar Job Jobse e riposare un pò.
Il sabato per noi è stato musicalmente un pò meno interessante, il main stage è stato più pop. Kyle Minogue e Giorgio Moroder erano le due star del main stage. Sullo stage techno abbiamo trovato Kink, Lawrence e i Siriusmodeselektor. Ma sono due gli uomini che hanno davvero salvato la nostra nottata : Evian Christ e Jon Hopkins. Due live pazzeschi.
A concludere ci sono stati Sven Vath e a seguire Ryan Elliot. Lo zio Sven ha fatto il suo e rimanendo anche abbastanza morbido ci ha fatto ballare senza tante riserve. Ryan Elliot invece è stato un vero disastro musicale, peccato.
A questo punto non ci rimaneva che rifarci andando a far due salti allo Sleepless Floor dove in consolle troviamo Dj Tennis, altro afterista dalle doti incredbili il quale ci accompagna in un viaggio senza pari nella nostra domenica mattina da MELT!
Sunday evening, last (day) but not least. Tre live : Damian Lazarus & the Ancient Moon, HOWLING, Alt J.
Tre live quasi all’antitesi ma tutti unici nel loro genere.
E così arriviamo alla fine di questa tre giorni non stop di musica e spettacoli. Più o meno 16.000 persone sono passate a Ferropolis in questi giorni.
L’organizzazione dell’intero festival è stata impeccabile; non abbiamo mai trovato coda ne per prendere da bere ne per prendere da mangiare grazie al sistema del braccialetto elettronico. Grande varietà di scelta fra le bancarelle del food. Acqua potabile gratis in tutto il festival.
Insomma noi l’anno prossimo ci torneremo senza ombra di dubbio.

 



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"La mia grande passione è il tiro fotografico" (H.C.Bresson)


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