“A jack of all trades”: Luca Lozano

sergio-creep
Tempo di lettura: 2' min
10 aprile 2018
Blooming, Review 4 U
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Nel 2016 il poliedrico artista Inglese amava definirsi così: un tuttofare, abile nello spaziare fra diversi rami della creatività.

3 identità e molteplici attitudini, orientate principalmente verso le discipline grafiche e sonore.
Il topic della “rilevanza del passato” torna qui a palesarsi nuovamente, celebrando un dolce sposalizio fra ciò che era e ciò che sarà.
Luca Lozano, planetluke.com e Lucas Hunter corrispondono ai 3 caratteri artistici di un unica mente geniale che salta costantemente fra la gestione di un ampio circuito di etichette discografiche condiviso con il collega di una vita “Mr. Ho”, e la produzione di contenuti ad esse legate mediante LP, EP, Remix e Compilation per cui sviluppa inoltre grafiche di ineccepibile bellezza.

La chiave di lettura bazzica in quei territori dove i dj sarebbero soliti suonare, mentre Lucas veniva arrestato a causa delle suo percorso culturale fatto di muri e bombolette spray; oppure in quel tempo dove il rendering 3D riempie il portfolio dei giovani designer e i grandi giocano a ri-creare tendenza attraverso l’essenzialismo Lo-Fi, lo stesso che strizza l’occhio alle prime proiezioni digitali dei videogame, o addirittura al cosiddetto “graffiti styles” degli anni ‘70.

Grazie a PTWSCHOOL lo si può ammirare in maniera più completa.

 

Owner, designer e producer per Klasse Recordings – ZODIAC44 – Grafiti Tapes, ha segnato il suo nome anche su numerose label riconosciute a livello mondiale, come la Los Angelina 100% Silk, Optimo Trax, la Sex Tags UFO di DJ Fett Burger, l’intoccabile Hypercolour e tante altre ancora.

Trovare gli spunti migliori in mezzo la vasta gamma di produzioni che si sono susseguite negli ultimi 4 anni della carriera di Lucas non affar semplice, per questo conviene sbirciare sui canali digitali frequentemente usati dal producer, oltre che sulle mensole dei migliori negozi di dischi (e di cassette).

Passando dai percorsi multi sensoriali come i KFAX Series (il cui download è disponibile tramite QR code e comprende un percorso audio-visivo con soggetto le aree industriali di Barcellona dove diversi “squat” persero i loro punti di riferimento a discapito del gelido fenomeno di espansione urbana incondizionata), fino ad arrivare ai club, dove nelle vesti di dj si diletta fra sonorità acid-house e breakbeat, integrando canti caldi e profondi di matrice soul.

La creazione di artwork così “semplici“, ma allo stesso tempo d’impatto, permette di riconoscere in Lucas le doti di un artista a 360° e col fiuto per le tendenze del futuro, forte del background che gli anni 80/90 gli hanno riservato.
La capacità di mischiare tutti questi fattori e tutti questi tempi ha reso il “bacino” di Klasse Recordings un luogo particolarmente florido e contemporaneo, rispecchiando a pieno lo spirito del suo capitano.

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