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Húman Music Festival – Dove la contaminazione elettronica purifica gli umani.

Siamo esseri umani, si sa.
E tra le nostre tante caratteristiche ce ne sono molte divertenti: respiriamo, mangiamo, viviamo su due piedi cercando costantemente l’equilibrio, a volte cadiamo, ciondoliamo, ridiamo. Parliamo. Siamo pigri. Facciamo sogni. Cantiamo. Ci annoiamo, innamoriamo, disperiamo.

Ecco tra tutte, alcune sono più influenti sulle nostre vite di altre.
Pensate per esempio alla pigrizia.
E’ proprio questa che lo scorso sabato sera, insieme a qualche goccia di pioggia, avrebbe potuto scacciare via la voglia di uscire e raggiungere il Mattatoio Culture Club, e convincerci a non partecipare più all’Húman Music Festival.
E invece no.
Perché viviamo cibandoci di emozioni, e il nostro istinto umano sa ben riconoscere le grandi occasioni.
Comincia così il live dei Vangarella Country Club. Salgono sul palco i tre giovani romani, e, nonostante abbiano davanti una platea di nicchia, cominciano lo spettacolo con tanta energia e faccia tosta.
Rompono con ironia il ghiaccio, giocando a ridere delle critiche e delle situazioni che affrontano ogni giorno per salire su quel palco.
Suonano AesteticaN.Y.U, e una cover de I Cani, per dimostrare a tutti quelli che puntano il dito sulle somiglianze che si sbagliano alla grande.
Irriverenti dedicano 7EURO a Rockit, svelando un dietro le quinte che strappa tante risate e chiudendo lo show con L’importanza del liceo classico, nostalgici dei tempi in cui l’ingenuità spostava le riflessioni su ben altre questioni.
Durante la pausa, complici la sete e il freddo, il locale comincia a riempirsi.
Sul palco salgono I Camillas, e ci mettono davvero poco a farsi notare e richiamare l’attenzione. Bastano poche strimpellate e tutti gli occhi sono lì incollati: sorpresi e curiosi.
Cominciano a suonare e l’atmosfera si scalda come quasi fosse inverno in un attimo. Il pubblico comincia a saltare, a ballare mentre loro si concedono totalmente e razionalmente al delirio del pop elettronico bizzarro.
Zagor, cantante e tastierista della band, scende sul dancefloor e saltellando e ballando travolge tutti quelli pronti a lasciarsi andare alle “vibrazioni corporee” che ogni corpo sente quando la musica ti passa nelle vene. Le stesse vibrazioni che lo stesso Zagor, una volta ritornato sul palco, dichiarerà con ironia di aver chiaramente avvertito durante lo show dai presenti.
I Camillas prendono in giro il pubblico, suonano in una chiave completamente rinnovata le loro canzoni e lasciano il pubblico rivolgendo un caloroso saluto alla loro amata Pesaro.

Segue la performance di Godblesscomputer, che accompagnato live per la prima volta da chitarra e batteria, ci regala una nuova versione di Just Slow DownCloserSpirits: un’altalena di sound che braccia, gambe e bacini non possono che seguire. Ma non è tutto qui, perché ad uno sguardo più attento è impossibile non notare la cura, la precisione con cui i pezzi sono mixati e proposti. Una scelta più che sofisticata, che ci conferma quanto prezioso è il gusto ed il talento di Lorenzo “Nada”.

Termina con il ritmo trap/africano di Medicamentosa e i Blue Mondays la prima serata del Festival, che ci lascia nelle orecchie e nel cuore la soddisfazione di essere stati in qualche modo contaminati,
sia dalle vibrazioni della musica elettronica di un certo livello che dai sorrisi della gente, dall’armonia che solo certe serate sanno regalarti.
Ed è con questo spirito che si riparte il giorno dopo domenica, questa volta accolti dalla location originale ed esclusiva dei Chiostri di San Rocco.

Fin da subito si nota una buona affluenza, l’aria frizzante e i colori del cielo del tramonto anticipano l’arrivo di una serata elettrica.

Si parte con il dj set di ANIMA SOUNDSISTEM ed il ritmo intenso di Bruno Belissimo, che con la sua carica e il suo basso travolge fin da subito tutti i presenti. Pastafari, tra le più conosciute, con il suo sound camaleontico ha conquistato il pubblico ed ha riscaldato l’atmosfera dello Húman Festival, che si prepara ancora una volta a sorprenderci.

Arrivano subito dopo sul palco i Pillowtalk: la loro performance coniuga perfettamente un sound Rock, la Disco degli anni ’90, le oscillazioni dell’R’n’B, la Classic House e la Techno, in un mix che avvolge i Chiostri senza via di scampo.

Dopo pochi minuti di pausa arriva Francesco Tristano, di cui vi avevamo raccontato ogni sfumatura nel nostro ultimo Focus On.
Lo show non ha deluso le nostre aspettative: Francesco ha colto nel segno ogni attimo, proponendo diversi brani con un mix sapiente di sound che racchiudono tradizione ed innovazione.
La sa musica è razionale e allo stesso tempo irrazionale, gioca e sovverte le regole, disegnando equilibri sonori idilliaci.

Ed è in questo momento che avvertiamo forte nell’aria il profumo dello spirito dell’ Húman Music Festival: un abbraccio che fa da collante alle due anime di tutti gli artisti coinvolti: quella umana e quella elettronica e le congiunge in un’armonia che ricercheremo speranzosi fino alla prossima edizione.

WORDS BY VALENTINA CIAV
GALLERY BY CECILIA SECCHIERI & RICHARD GIORI
DAY 1
DAY 2


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