laddc10

C’è ancora speranza per la musica ad Ibiza? Life And Death è lo spiraglio d’ottimismo che cercavamo.

Ibiza: the place to be.
Ibiza l’isola magica, l’isola che non dorme mai.
Ibiza degli Hippie, degli acidi, della musica, delle feste, dei nudisti, dei gay, dei colori, della trasgressione.
Ibiza: il posto dove tutto è possibile, a qualunque ora ed in qualunque giorno.

Ibiza: l’isola dei party infiniti, dei party fantastici, della musica d’avanguardia, dei djs sconosciuti che cavalcano le consolle più ambite e stagione dopo stagione entrano sempre più nell’olimpo dei Big regalando esperienze musicali impossibili altrove.

Questo quello che da sempre viene raccontato dell’isola più chiacchierata e più ambita di tutte le estati degli ultimi 20 anni.
Però, forse, i racconti dovrebbero essere un pò aggiornati, dovrebbero essere un pò più realistici.
Parliamoci chiaro è verissimo che ad Ibiza si può ballare, mangiare, far festa 24 ore su 24, 7 giorni su 7. Non esiste Lunedì, o meglio il Lunedì è il giorno di un paio degli appuntamenti più attesi di tutta la programmazione settimanale dell’isola. Ma ciò che mi ha fatto un po’ storcere il naso, ciò che mi ha davvero messo qualche dubbio su tutti i racconti paradisiaci (parlando sempre a livello musicale e di clubbing) che trattavano l’isola sono stati i manifesti con “Paris Hilton – every saturdays @ Amnesia” o gli 80 euro chiesti per l’ingresso allo Ushuaia per il party con ospite David Guetta che ogni Lunedì registra il SOLD OUT.
I cartelloni pubblicitari immensi e dai colori sgargianti, i prezzi spropositati degli ingressi alle smisurate discoteche, i prezzi folli dei drinks, l’acqua salata nei bagni, la proposta musicale sempre più scarna e dai nomi dozzinali, quelli che puoi trovare in radio. Ho visto cartelloni giganteschi che pubblicizzavano una serata “Childrens of the 80’s” dove i nomi di punta erano : Spagna, Corona ed i Vengaboys, ma perchè????
Insomma c’è poco da dire, la commerciale ha senza ombra di dubbio preso il sopravvento nei party dell’isola.

Giovedì sera però scrutando per bene un muro pieno zeppo di flyer in un localino di Playa d’En Bossa trovo un piccolo raggio di sole in mezzo al mare di flyer “commerciali” che tanto fanno impazzire i numerosi turisti inglesi (ed ormai non solo). Il flyer in questione aveva una grafica un po’ fuori dal comune, un colore un po’ fuori dal comune e nomi di line up un po’ fuori dal comune:

Venerdì 31 Luglio 2015 – Life And Death @ DC10 : Tale Of Us, Recondite, Mind Against, Job Jobse.

 

Puntali come orologini svezzeri ci rechiamo al DC10 in una serata un po’ insolita per il locale; sia perchè è venerdì sia perchè questa notte sarà marchiata Life And Death. Un marchio scuro, tenebroso, carico di appeal e di un’aura speciale: l’aura del nuovo e del futuro.
Life And Death nel corso degli ultimi anni ha saputo dare alla musica elettronica una sferzata di novità, che può piacere o non piacere, ma è stata innegabilmente innovativa.
Suoni nuovi, nomi nuovi, nuovo tipo di comunicazione, sia scritta che visiva.


Il DC10 per questa prima notte della residenza LAD, che durerà 5 date, era allestito a dovere: gabbiette in ferro battuto con all’interno candele e fiori rossi erano poste sulle teste dei clubbers che inondavano il dancefloor. Luci soffuse in pista. In consolle tante candele, una testa di non so bene quale animale con delle corna gigantesche faceva da totem sopra ai subwoofers che dividevano il dancefloor dall’alta consolle. Un uccello sulla destra. Gli abili giochi di controluce che venivano gestiti alle spalle dei djs hanno fatto da perfetto finale di contorno, il quale ha reso definitivamente il tutto particolarmente suggestivo.

Il primo ad esibirsi è stato Job Jobse: un warm up un po’ troppo carico per una pista ancora molto timida, sicuramente colpa dell’orario.
A seguire i Mind Against: loro la pista l’hanno coccolata, unita, caricata ed infine fatta esplodere in un tripudio di euforia che specialmente sulla loro traccia “Vertere” non ha esitato ad essere dimostrata.
Un vero set da maestri, hanno saputo leggere la pista e cuocerla a puntino per il prossimo ospite: Recondite.
Il tedesco si esibisce come al solito in un live. Sarà che quest’anno è la quinta volta che lo incrocio sul dancefloor e quello che percepisco è un po’ di staticità, sempre musica di alta qualità ma sempre un po’ troppo uguale. Forse sono io il problema perchè la pista rimane piena e carica fino all’ultimo disco.
Ed infine arriva il momento tanto atteso, il momento dei Tale Of Us.


Il loro set parte con una traccia del loro nuovo album che uscirà il prossimo autunno; devastante, la pista si deflagra come mai prima nella serata.
Tutto il loro set è una grande altalena di musica pregiata e peculiare: tracce cariche, dalla cassa dritta e dalla ritmica semplice alternate a tracce più complesse, dalle lunghissime attese formate da suoni evocativi, malinconici a tratti apocalittici dove la cassa è praticamente inesistente.
I TOU sono i dj che stanno insegnando al dancefloor che l’attesa è molto più interessante ed importante di una facile ripartenza, anche se quest’ultima non manca mai per quanto molto breve.

Un concetto di djset molto diverso ma soprattutto nuovo da quello che siamo abituati ad ascoltare anche da djs dello stesso settore.

Tutto questo l’altra notte mi ha fatto pensare e sperare che forse per la musica ad Ibiza si è riaperto uno spiraglio importante.

 

E se nelle prossime settimane sarete anche voi sull’Isla fate la scelta giusta e date una speranza alla musica anche voi, almeno di venerdì.

 

 

 



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"La mia grande passione è il tiro fotografico" (H.C.Bresson)


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