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ADE FESTIVAL DAY ONE LIFE&DEATH PARTY @ Thuishaven

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Amsterdam.

Una città, un concetto, un mondo, una forma che cambia, evolve, sorprende. Sempre.

Questo ottobre la capitale olandese veste di giallo: ADE festival si fa spazio tra le strade, nelle menti e nel flusso energetico che si crea in questo incredibile evento che cerchiamo di raccontarvi.

E’ venerdì mattina (21 ottobre), e alle ore 8:oo atterriamo nella nostra amata città: il clima è frizzante, non solo per il freddo pungente che ci accoglie, ma si percepisce nell’aria qualcosa di magico. Le strade sono affollate, e sui ponticelli che tagliano i canali svettano bandierine gialle. Un ragazzo con un berretto di lana si accende una sigaretta, mentre consulta una mappa nera con poiters gialli: a quale evento partecipare?

E’ la domanda che si pongono in molti: ADE si impadronisce di tutta la città con talks, conferenze, eventi musicali in locations incredibili. C’è l’imbarazzo della scelta, il timore di perdere qualcosa, l’eccitazione di poter vivere per qualche giorno un mondo quasi onirico.

Dopo aver ritirato il nostro KIT e incontrato in tavola rotonda la stampa di settore mondiale, riunita per la manifestazione, ci muoviamo verso la nostra prima tappa: Life and Death party @Thuishaven.

Macchine fotografiche e notebook alla mano, scopriamo che Thuishaven è una location situata a nord est rispetto al centro della città: in una zona industriale ci sorprendono due enormi tendoni da circo e un capannnone cilindrico, la ‘Lowlands X-ray\Warehouse’, all’ingresso del quale ci accoglie un gigantesco elefante di cartapesta.

Il sole splende a Thuishaven.

Non siamo gli unici a popolare la fantastica location: alle 15.30 i circhi sono già gremiti di appassionati.

Dopo aver acquistato i nostri tolkiens (aka banconote del monopoli) entriamo nella sala CIRCUS 1, un gigantesco tendone fumoso e mistico che ci catapulta subito in un’altra dimensione. Sono le 16 e in consolle domina Dj Tennis che colora subito il pomeriggio. La scaletta è da leccarsi i baffi.

Al tendone Circus2 tocca a Michael Gracioppo accendere le danze, mentre in Warehouse (ancora un po’ vuota) è Nuno Dos Santos ad attirarci. Ma è col il set doppio di Eric Duncan e Tim Sweedney che accendono il nostro fuoco sulle note “Showroom Dummies” – Kraftwerk e Radio Radio – Telex per poi stupirci con un set fatto di rif e remakes che ci catapultano in un mondo dal gusto early ’80 fino ad arrivare a chicche come ‘Wlter Neff’’ – Aguayo. Una collezione invidiabile di dischi tra Simple Minds e Modern Talking, combinazione bizzarra che funziona, diverte, popola la pista.

Nel frattempo, al Circo1, i Margot ci guidano attraverso un viaggio tra techno e house che carica il tendone ancora un po’ vuoto, mentre al Circo2 sono ancora purtroppo in pochi a ballare Konstantin Sibold -‘Mutter’ messo da Black Merlin. Tutti sono sempre più rapiti da Duncan e Sweeny, il cui set culmina con i Mylo ‘Drop The Pressure. Sweeney abbandona la postazione dopo un’ora, ed è li che Duncan con le sue pennellate deep house riesce a mescolare successi come Ma Baker e Donna Summer, accontentando i palati con pezzi gustosi che non ci fanno stare fermi.

Al Circo 2 è il turno dei Red Axes from israele, che si accaparrano il pubblico danzante con un remix i Moscomans -‘Fernandez’  che ci impedisce di lasciare il capannone. Il loro set è ricco di remix rilasciati proprio da loro: il ritmo non manca, la qualità neppure. Dopo il finale euforico sulle note di Michele Minninni – Hyper Martino tocca a Fango prendere le redini della serata in Wharehouse per condurla a conclusione. Ci spostiamo in Circus 1, dove Kink propone un live di deep house che colpisce.

Finiamo la nostra serata al Circus 2, dove la seconda doppietta della serata – DJ Tennis & Leon Vynehall  ci emoziona con un set energetico e originale che spazia da HVOB-Dj Tennis Remix a Ye Ye-Daphni fino al Blu Monday – New Order.

Colori, luci, soggetti mistici popolano le piste, ci prendono per mano e ci conquistano introducendoci e accompagnandoci a questa incredibile edizione di un festival che ricorderemo.

words by Camilla Finco
pics by Costantino Bedin




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